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I Visconti

Indice

Achilla - Agnese di Matteo I - Agnese di Bernabò - Ambrogio Ambrogio di Lodrisio - Andreina (Andreola) -   Anglesia - Anna - Antonia - AntonioAntonio di Giovannolo - Azzone I - Azzone II - Beatrice di Uberto - Beatrice di Galeazzo II Beatrice di Matteo I - Bernabò - BernardaBianca Maria - Bona Brizio - Carlo - Caterina di BernabòCaterina  di Galeazzo I - Caterina di Matteo I - Caterina di Matteo II - Cesare - Donnina - Donnina di Lancillotto - Drusiana - Elisabetta - Enrica - Eriprando - Estorre - Filippo Maria - Floramonda - Francesco - Francesco di Giovannolo - Gabriele MariaGaleazzo I - Galeazzo II - Galeotto - Gaspare - Gian GaleazzoGian Galeazzo II - GinevraGiorgio - Giovanni - Giovanni Carlo Giovanni Maria - JacopoIsotta - Lancillotto - Leonardo di Giovanni - Leonardo - Leonello - Lodrisio - Luchina - Luchino - Luchino Novello - Lucia - Lucia di Mastino - Lucia di Lancillotto - Ludovico - Maddalena - Maddalena di Mastino - Marco - Marco di Bernabò - Margherita di Uberto - Margherita di Bernabò - Margherita di Giovanni - MariaMastino - Matteo I il grandeMatteo II  - Ottone - PalamedeRiccarda - Ricciarda - Rodolfo - Rodolfo di GiancarloSagramoro - Soprana - Stefano - Taddea - Teobaldo - Uberto - Valentina di Regina - Valentina - Valentina di Gian Galeazzo - Verde - Violante - Zaccarina

Achilla

Figlia di Matteo I e di Bonacosa Borri. Sposa Guglielmo Pusterla.

Agnese di Matteo  

Figlia di Matteo I e di Bonacosa Borri, non si conoscono le sue date di nascita e di morte. Sposò Francesco detto Cecchino della Scala (m. 1325).

Agnese 

Figlia di Bernabò e di Regina della Scala. Nasce intorno al 1362 (ma la data non è suffragata da documenti). Nel 1375 è fidanzata con Francesco, figlio di Ludovico II Gonzaga, che sposa alla fine di dicembre 1380 con una date di 50.000 scudi d'oro e tutti i diritti sulle città di Parma, Cremona, Brescia e Bergamo. Viene accusata strumentalmente di adulterio e decapitata  a Mantova nel 1391. Lascia una figlia, Alda, che sposerà nel 1397 Francesco II da Carrara, signore di Padova. Alda morirà nel 1405, seguita l'anno successivo dal marito.

Ambrogio

Figlio di Lodrisio. Entra subito a far parte della Compagnia di S. Giorgio fondata dal padre a Verona nel 1339 insieme a Mastino della Scala per opporsi ad Azzone I. Il 21 febbraio di quello stesso anno, dopo la sconfitta di Parabiago subita insieme al padre, viene imprigionato per dieci anni. Si sposa con Margherita Visconti, figlia naturale dell'arcivescovo Giovanni, nell'ottobre 1350, durante i festeggiamenti per l'arrivo di Bianca di Savoia a Milano. Viene assunto tra i Provvisionati di Bernabò. E' ancora vivo nel 1403, quando partecipa ai torbidi successivi la morte di Gian Galeazzo.

Ambrogio

Figlio legittimato di Bernabò e di Beltramola de' Grassi. Nasce intorno al 1343 ed è avviato subito alla carriera militare. Il 6 aprile1363 Ambrogio è fatto prigioniero in un'aspra battaglia a Solara tra Bernabò e la Lega. Nell'ottobre 1365 fonda la Compagnia di S. Giorgio, alla quale si unisce nel 1366 Giovanni Acuto (John Hawkwood). 
Il 2 ottobre1367 Ambrogio è sconfitto dal comandante Gomez Albornoz in Terra d'Otranto. Viene condotto prigioniero a Napoli dove resterà fino al 1371 quando sarà riscattato dal padre. Il 2 maggio 1371 con un espediente Niccolò II d'Este si impadronisce di Reggio che viene saccheggiata dalla compagnia di Lucio Lando. Feltrino Gonzaga, che aveva occupato Reggio, si chiude nel castello e invia il figlio Guido da Bernabò per proporgli la vendita della città. Il 17 maggio Bernabò acquista Reggio per 50.000 fiorini e invia a presidiarla la compagnia di Ambrogio con 300 lance con le quali  attacca le campagne di Modena e Ferrara. La sfortunata carriera militare di Ambrogio termina nell'agosto 1373 presso Caprino Bergamasco, durante uno scontro con gli abitanti delle valli. Bernabò per rappresaglia farà incendiare l'abbazia di Pontida, rea di aver appoggiato gli insorti.

 

Andreina (Andreola)

Figlia di Matteo II e di Egidiola Gonzaga. Divenne badessa del Monastero Maggiore o di S. Maurizio a Milano, ma venne accusata di intrattenere una relazione amorosa all'esterno e venne condannata a morire di consunzione nella Rocchetta di Porta Nuova dallo zio Bernabò nel 1376.

Anglesia

Figlia di Bernabò e di Regina della Scala, della quale non si conosce la data di nascita (forse il 1368). Nel febbraio 1393 si aprono le trattative matrimoniali  con Federico VI di Hohenzollern, burgravio di Norimberga; come parente più prossimo interviene Uberteto Visconti. Le nozze non si faranno. Il 2 novembre 1398 Paganino da Biassono tratta il matrimonio con Federico V il Forte di Turingia, ma anche in questo caso il matrimonio andrà a monte. Nel 1400 Anglesia sposa infine Giovanni II di Lusignano (1374-1432), re di Cipro, ma il re chiederà il divorzio nel 1407 (perché Anglesia non poteva più procreare?) e lo otterrà nel 1409. Anglesia torna in Italia, dove è considerata ancora "regina". La ritroviamo il 1° giugno 1439: Anglesia  è malata e fa testamento a Reggio, dove abitava presso la sorella Isotta, moglie di Carlo da Fogliano. Lascia i beni avuti in eredità da sua sorella Lucia ai fratelli naturali Leonello e Isotta, i superstiti di tutta la prole di Bernabò. Il 12 ottobre dello stesso anno muore.

Anna 

Figlia di Marco e di Elisabetta di Baviera. Unica figlia della coppia, nacque a Milano prima del 1382, anno in cui rimase orfana di entrambi i genitori. Il Litta la dà per morta nel 1383, ma è un errore, perché nel 1390 Stefano III di Baviera (vedovo di Taddea) chiede a Gian Galeazzo di impegnargli la mano di Anna per un matrimonio che lui le avrebbe procurato. La dote sarebbe dovuta ammontare a 50.000 ducati. 
Nel testamento che Gian Galeazzo scrisse nel 1397 vi è una disposizione a favore di Anna, che riceveva una dote variabile tra 50 e 100 mila fiorini a seconda del matrimonio che avrebbe fatto, il che indicata che per quella data era ancora nubile. 
Il 31 ottobre 1403 arrivò la dispensa di Bonifacio IX per il matrimonio con Francesco Gonzaga, vedovo di sua zia Agnese. Il Gonzaga si era risposato con Margherita Malatesta, ma era rimasto ancora vedovo nel 1399. Fu probabilmente lo stesso Gonzaga a procurarsi questo matrimonio, perché faceva parte del Consiglio segreto che doveva assistere Caterina Visconti nella reggenza dopo la morte di Gian Galeazzo. (Notizie in parte ricavate da P.L. Rambaldi, Archivio Storico Lombardo 1901, p. 314)

Antonia

Figlia di Bernabò e di Regina della Scala. Nasce probabilmente nel 1354 e nel 1366 viene promessa a Federico III d'Aragona, re di Sicilia, che ha 23 anni. Dieci anni dopo, nel 1376, viene stipulato il contratto nuziale. La dote è di 100.000 fiorini più 20.000 di gioielli e una rendita annua di 15.000 fiorini. Le nozze sfumano per la morte di Federico nel 1377. Nel 1380 vengono presi accordi per le nozze con Eberardo (nato nel 1364), figlio di Ulrico e nipote del regnante Eberardo III del Württemberg. Antonia porta in dote 70.000 fiorini e va a vivere a Stoccarda. Muore il 28 marzo 1405.  

Antonio 

Figlio di Gian Galeazzo Visconti e di una contadina, nato nel 1402. Fu signore di Novara e sposò nel 1436 Margherita Carmagnola.

Antonio 

Figlio di Giovannolo, discendente dal ramo di Uberto e quindi aspirante al governo di Milano dopo la morte di Gian Galeazzo. Muore nel 1409. 

Azzone I

Nasce alla corte di Azzone VIII d'Este a Ferrara il 7 dicembre 1302 da Galeazzo I e da Beatrice d’Este. 
Nel maggio del 1322 il padre gli lascia il governo di Piacenza, con il supporto della madre Beatrice, ma in ottobre devono entrambi fuggire dalla città e rifugiarsi a Cremona. Il 23 settembre 1325 partecipa alla decisiva battaglia di Altopascio, che vede la disfatta dei guelfi. Azzone è considerato un valente guerriero e un eroe della causa ghibellina. Il 7 gennaio 1328 presenzia all’incoronazione imperiale di Ludovico il Bavaro e un anno dopo, il 15 gennaio 1329, diventa vicario imperiale in cambio di 60.000 o 125.000 fiorini (secondo le fonti), che paga solo in parte a Ludovico. Quando l’imperatore scende a Milano per ritirare la somma pattuita, Azzone si allea col papa. Il 21 maggio 1329 Ludovico assedia pro forma Milano: Azzone gli manda vivande prelibate, mentre i milanesi dalle mura sbeffeggiano l’imperatore chiamandolo "ubriacone". Dopo un mese di questa farsa, Ludovico toglie l'assedio ritirandosi a Pavia accontentandosi di 12.000 fiorini più una diaria per i soldati; Azzone ottiene la conferma del vicariato, ma anche il plauso del papa per la sua opposizione all’imperatore. 
Il 5 settembre 1329 Azzone è indicato come il mandante degli assassini dello zio
Marco, ma il caso rimarrà insoluto. 
Il 15 marzo 1330 il Consiglio generale nomina Azzone "Signore generale e perpetuo" di Milano. La carica non è ancora considerata ereditaria. 
Il 1° ottobre 1330 Azzone sposa in S. Ambrogio Caterina
di Savoia-Vaud, figlia di Ludovico II. Nel febbraio 1331 accetta il vicariato dal nuovo imperatore Giovanni di Boemia e Lussemburgo, ma senza alcun vincolo di sudditanza, né compensi da offrire e continua a trattare con il papa. Il 31 marzo, giorno di Pasqua,  Carlo, figlio di Giovanni di Boemia,  è invitato ad un pranzo a Pavia dove si tenta di avvelenarlo: i sospetti ricadono su Azzone. In agosto Azzone si allea con i  Savoia e il marchese del Monferrato per sottrarre Tortona, Alessandria e Asti a re Roberto d’Angiò; nel settembre 1332 prende il controllo di Bergamo e di Pizzighettone. 
Nel 1333 avvia i lavori di restauro delle mura di Milano con l’aggiunta di  nuove porte, la cui decorazione è affidata a Giovanni di Balduccio; fa restaurare il campanile di S. Maria Maggiore e  costruisce il palazzo visconteo dov'era l'Arengo, con acclusa la chiesa, successivamente nota come S. Gottardo in corte. Il progetto della chiesa e del campanile è affidato al cremonese Francesco Pecorari. 
Tanto successo nelle conquiste fomenta l’opposizione, tanto che in novembre vengono arrestati molti milanesi. 
 In settembre 1335 Azzone conquista Lodi, prende anche Crema, Caravaggio, Romano, Martinengo, Orzinuovi e Castelnuovo Bocca d'Adda, tutte terre che si erano consegnate alla Chiesa. Fa costruire il castello di Romano di Lombardia e rinforza le mura e il castello di Voghera. Vercelli e Cremona accettano formalmente la signoria di Azzone.  E’ il momento di massima gloria del Visconti. Anche Giotto è a Milano, dove affresca una Gloria mondana nel nuovo palazzo visconteo all’Arengo. Nel 1336 sono terminati il ponte e il castello di Lecco. 
Nella guerra tra Verona e Venezia Azzone parteggia per la Serenissima, attirandosi la vendetta di Mastino della Scala, che nel 1337 appoggia l'esiliato Lodrisio Visconti con la fondazione della Compagnia di S. Giorgio. Il 21 febbraio 1339 nella battaglia di Parabiago l'esercito di Lodrisio sarà sconfitto, secondo la leggenda con il patrocinio di S. Ambrogio. Al culmine della sua potenza, il 16 agosto 1339 Azzone muore senza eredi maschi e viene sepolto in S. Gottardo in Corte. Resta la figlia Luchina.

Azzone di Gian Galeazzo 

Figlio primogenito di Gian Galeazzo e di Isabella di Valois,  nasce nel 1366. Dopo la morte del fratello maggiore Gian Galeazzo nel 1374, in quanto nipote del re di Francia, riceve l'investitura delle terre precedentemente degli Angiò e occupate dai Visconti, nelle diocesi di Piacenza, Pavia, Tortona, Alessandria e Novara. Il 14 settembre1378, in vista dello spostamento del padre in Sicilia dopo il suo progettato matrimonio con Maria d'Aragona, è fidanzato con Elisabetta, figlia di Bernabò.  Il 2 ottobre 1380, giorno delle nozze tra suo padre Gian Galeazzo e Caterina, figlia di Bernabò, Azzone muore. 

Beatrice di Uberto

Figlia di Uberto Visconti e di Berta e quindi sorella dell'arcivescovo di Milano Ottone. Apparteneva ai càtari lombardi e suo marito, il conte Egidio di Cortenova, fu fra gli ultimi a deporre le armi. Non si conoscono le date di nascita e morte.

Beatrice di Matteo

Ultima figlia di Matteo I e di Bonacosa Borri. Ignote la sua data di nascita, che dovrebbe aggirarsi intorno al 1285, e quella di morte. Sposò, probabilmente intorno al 1310, Spinetta Malaspina il Grande (1282 ca.-1352), marchese di Verrucola, del ramo dello "spino fiorito". Spinetta, di famiglia originariamente guelfa, passò infatti a militare nel 1310 con i ghibellini in occasione della discesa in Italia di Arrigo VII. Per lui sarà vicario a Reggio Emilia, suscitando un tale scontento che la città si offrì alla Chiesa. Suo acerrimo nemico era Castruccio Castracani degli Antelminelli di Lucca, che occupò il suo feudo di Verrucola costringendolo a riparare presso Cangrande I della Scala (1291-1329) a Verona. Ne divenne grande amico e rimase come consigliere anche del nipote Mastino II, succeduto a Cangrande I alla sua morte. A Verona Spinetta fondò la "Casa dei Nobili", un ospizio per sei nobili decaduti, con annessa la chiesa di S. Giovanni in Sacco. Solo dopo la morte di Castruccio nel 1328, Spinetta poté far ritorno nei suoi territori, estendendoli in Lunigiana e Garfagnana e occupando anche Sarzana. Poco prima di morire iniziò l'imponente castello di Fosdinovo, dove si spense nel 1352. 
Cosa ne fosse di Beatrice in tutto questo movimento non ci è dato sapere. I rapporti fra il marito e i Visconti furono sempre burrascosi se non addirittura nemici, come quando nel 1321 Castruccio Castracani si fece inviare 500 cavalli dai Visconti per combattere Spinetta, alleato di Firenze.

Beatrice di Galeazzo II

Figlia naturale di Galeazzo II e di Malgarola da Lucino, nata prima del 1350. Sposò Giovanni Anguissola e morì nel 1410.

Bianca Maria

Figlia legittimata di Filippo Maria e Agnese del Maino, nasce a Milano il 31 marzo 1425. Sposa il molto più vecchio condottiero Francesco Sforza (1401-1468), che in questo modo eredità dopo la parentesi della Repubblica Ambrosiana (1447-1450) il Ducato di Filippo Maria. E' con lei che si conclude la dinastia viscontea ed inizia quella sforzesca. Bianca Maria muore a Cremona pochi mesi dopo il marito, nell'ottobre 1468, malata e molto preoccupata dalla tirannia che dimostra il suo primogenito ed erede. 

Bona

Figlia di Carlo e di Beatrice d'Armagnac, nasce in ottobre 1385. Nel 1414 sposa Guillaume de Montauban.

Brizio

Figlio naturale di Luchino. Negli anni 1347-48 ricoprì la carica di Signore di Tortona. Ebbe fama di poeta più che di guerriero. Morì nel Veneto nel 1357.

Carlo

Figlio di Bernabò  e di Regina della Scala, nasce nel novembre 1359. Quando nel marzo 1379 il padre Bernabò spartisce il suo territorio tra i suoi figli maschi legittimi, a Carlo vanno Cremona, Borgo San Donnino e Parma. Il 2 giugno 1380 la bolla di Urbano VI gli concede la dispensa di nozze per sposare sua cugina Valentina, figlia di Gian Galeazzo. Il matrimonio, preparato dal luglio 1379, sfuma subito. In agosto 1382 Carlo  sposa Beatrice d'Armagnac, vedova di Gastone IV de Foix  e figlia di Giovanni II conte di Armagnac. Il figlio Marco nasce nel giugno 1383, un'altra figlia, Verde, nasce l'anno dopo ma muore quasi subito. Il 6 maggio 1385, dopo il colpo di stato, Carlo va a Verona a chiedere aiuto agli Scaligeri, mentre la moglie Beatrice col figlio si rifugia dai Savoia, presso i quali nasce in ottobre Bona. Nascerà ancora in esilio il figlio Giancarlo detto "il Piccinino". Il 19 settembre 1391 firma un patto a Venezia con Gian Galeazzo, con il quale rinunzia all'eredità del padre e della madre in cambio di un vitalizio e dell'obbligo di risiedere in Baviera. Successivi accordi gli consentiranno di stabilirsi a Venezia. Muore in agosto 1403.

Caterina

Figlia naturale di Galeazzo I e di un'ignota dama; sconosciute le sue date di nascita e di morte; sposa il patrizio genovese Alaone Spinola.

Caterina di Matteo I

Figlia di Matteo I e di Bonacosa Borri. Nel 1298 sposa Alboino I della Scala, signore di Verona (m. 28.10.1311).

 

Caterina di Matteo II

Figlia di Matteo II e di Gigliola o Egidiola Gonzaga. Nasce nel 1342 e appena nata, in giugno, viene promessa a Bertoldo I d'Este, che muore l'anno dopo. Nel 1358 sposa Ugolino Gonzaga, dal quale ha il figlio Bernabò. Ma anche questa unione è destinata a durare poco, perché il 14 ottobre 1362 Ugolino viene assassinato dai suoi congiunti. Anche il terzo matrimonio con Feltrino Gonzaga non avrà maggior successo, perché nel 1374 Caterina resterà vedova. Muore nel 1382.

Cesare

Figlio naturale di Galeazzo II e di Malgarola da Lucino, nato prima del 1350. Sposa Franceschina de Todischis di Piacenza. Nel 1366 Amedeo VI di Savoia è a Pavia per la nascita del primogenito di Gian Galeazzo, Azzone, e promuove in quell'occasione la partecipazione viscontea alla crociata contro i Turchi. Cesare viene delegato dal padre a rappresentare i Visconti. Nel 1404 abitava in parrocchia S. Stefano in brolo a Milano.

Donnina 

Figlia legittimata di Bernabò e sembrerebbe di Montanina de Lazzari. Nel maggio 1377 Giovanni Acuto (John Hawkwood) passa alle dipendenze di Bernabò Visconti per 25.000 fiorini al mese, un terzo dei quali è a carico di Bernabò e sposa Donnina a casa di Gaspare del Conte. La festa è allietata da giostre, tornei, balli. Bernabò assegna in dote alla figlia il castello di Pessano e stabili nei dintorni. Regina della Scala dona alla figliastra una coppa con 1000 ducati, mentre Marco e Ludovico regalano alla sorella una collana e un fermaglio di perle. Alla fine del 1378 Giovanni Acuto e Donnina si trasferiscono a vivere nel castello di Montecchio, presso Cortona. Dal matrimonio nascono tre figlie: Giannina, Caterina e Anna. Giovanni muore nel 1394, Donnina nel 1406.

Donnina

Figlia di Lancillotto, ebbe il nome della nonna, Donnina de Porri. Nel 1441 il duca Filippo Maria la fece sposare con Annibale Bentivoglio di Bologna. Nel 1442 il duca le concesse il feudo di Granozzo nel Novarese, ma in quello stesso anno Annibale venne fatto prigioniero da Francesco Piccinino e rinchiuso nella rocca di Varano. Liberato e tornato a Bologna, non scampò al suo appuntamento con la morte, perché venne assassinato dai suoi avversari il 24 giugno 1445. Donnina continuò ad occuparsi dell'educazione del figlio Giovanni che, raggiunta la maggiore età, divenne signore di Bologna.

Drusiana

Figlia di Carlo. Nacque pochi mesi dopo il colpo di stato del maggio 1385, che vide suo padre esule e in lotta contro il cugino Gian Galeazzo. Si sposò l'8 aprile 1399 con Pietro Contarini. Nel testamento redatto da suo padre si nota un sentimento di diffidenza verso il genero e l'ansia di tutelarla, poiché ci sono clausole che impediscono al marito di intaccare il patrimonio di Drusiana. Da un documento del 1402 sappiamo che Drusiana aveva portato in dote a Pietro Contarini 2000 ducati d'oro, 500 dei quali erano stati depositati alla Camera dei Prestiti (ossia in banca), con interessi che potevano anche essere utilizzati dal marito. 
Dalle disposizioni testamentarie di Drusiana del 4 agosto 1409 sappiamo che era nata una bambina nel 1401, Maddalena. Dopo il 1409 nacquero Francesco, Luca e Bianca, che sposò Federico Contarini. 
Drusiana morì nel 1445. Maddalena Contarini sposò Marco Zeno, ma nel 1447 era già morta, lasciando la figlia Maria Zeno. (Notizie tratte da N. Brunetti, Archivio Storico Lombardo 1909, pp. 40, 49)

 

Elisabetta 

Figlia di Bernabò e di Regina della Scala, secondo alcune tradizioni nata a Milano nel 1374 (ma forse nel 1370). Il 14 settembre1378, in vista dello spostamento di Gian Galeazzo in Sicilia dopo il suo matrimonio con Maria d'Aragona, Bernabò impone le nozze tra lei e Azzone, erede di Gian Galeazzo. Il matrimonio non si farà per la morte di Azzone e il fallimento dei programmi di Gian Galeazzo. Il 22 settembre 1393 Giovanni di Baviera e suo figlio Ernesto nominano loro procuratore Giovanni Pachinar, cappellano e segretario ducale, per riprendere le trattative matrioniali tra Ernesto ed Elisabetta. I preliminari del contratto sono stesi il 16 ottobre e prevedono una dote di 75.000 fiorini. Il matrimonio segue in dicembre a Pavia, alla presenza di Nicola Pallavicino, Antonio Porro, Bertrando Rossi, Jacopo dal Verme, Guglielmo Bevilacqua, Andreazzo Cavalcabò, Francesco Barbavara. Elisabetta parte per la Baviera nel gennaio 1395. Muore a Monaco il 2 febbraio 1432.

Enrica

Figlia naturale di Bernabò e di Beltramola de Grassi. Nacque probabilmente nel 1344. Sposò in una data non precisata Lotario Rusca (Rusconi) di Como, con una dote di 6.000 fiorini. Lotario trattò nel 1376 la pace col Monferrato in qualità di consigliere visconteo. 
Suo figlio Franchino Rusca fu inviato in Savoia il 1° dicembre 1391 da Gian Galeazzo con Giovanni Suardo per presenziare alle esequie funebri di Amedeo VII.
Enrica e Lotario ebbero anche altri figli: Enrica, Giovanni, Baldassarre, Maddalena e Donnina.

Eriprando

Figlio di Ruggero e fratello di Uberto, quindi zio dell'arcivescovo di Milano Ottone. Ricoprì la carica di vescovo di Vercelli nel 1208 e quindi di Milano nel 1212, morendo però l'anno successivo.

Estorre

Figlio di Bernabò e di Beltramola de Grassi, nato intorno al 1346. Sposa Margherita Infrascati. Il 2 novembre 1404 Antonio e Francesco Visconti si alleano con gli eredi di Bernabò per contrastare il Malatesta, concedendo loro vari territori. Estorre ottiene i castelli di Martinengo e Morengo. Giovanni Maria è di fatto signore solo della città di Milano. Quando il 16 maggio 1412 Giovanni Maria, duca di Milano, viene assassinato mentre sta andando nella chiesa di S. Gottardo (o è già in chiesa) dai sostenitori degli eredi di Bernabò (Baggio, Pusterla, Trivulzio, Mantegazza, Aliprandi, Maino, ecc.), Estorre è signore di Milano insieme a suo nipote Giovanni Carlo fino al 12 giugno dello stesso anno. Il 7 gennaio 1413 muore nell'assedio al castello di Monza posto dalle truppe di Filippo Maria, al comando del Carmagnola. Valentina, moglie di Gentile Visconti, assume la difesa del castello e degli interessi dei superstiti figli di Bernabò. (Il corpo mummificato di Estorre è conservato in una nicchia del muro del chiostro del duomo di Monza).

Floramonda

Figlia di Matteo I e Bonacosa Borri. Ignote le date di nascita e di morte. Sposa Guido Mandelli conte di Maccagno.

Francesco

Figlio di Gentile Visconti di Orago e di Valentina figlia naturale di Bernabò.

Francesco

Figlio di Giovannolo, discendente dal ramo di Uberto e, insieme al fratello Antonio, rivendicante il governo di Milano dopo il decesso di Gian Galeazzo. Muore nel 1408.

Gabriele Maria

Figlio naturale di Gian Galeazzo e Agnese Mantegazza, nato nel 1385, prima dell'erede Giovanni Maria. Signore di Pisa, Sarzana e Crema (1402), viene deposto il 26 luglio 1405 e muore il 15 dicembre 1407. Ha un figlio naturale, Jacopo.

Galeazzo I  

Figlio primogenito di Matteo e Bonacosa Borri, nasce opportunamente nel giorno del grande trionfo del partito visconteo su quello torriano a Desio il 21 gennaio 1277.
Il 24 giugno 1300 sposa la trentaduenne Beatrice d’Este, vedova di Nino Visconti di Pisa. Il padre Matteo lo associa al governo milanese in quello stesso 1300 e lo riconferma l’anno successivo, ma il gesto appare come un sopruso agli occhi degli altri ghibellini e i Visconti devono lasciare Milano. Galeazzo rimane per qualche anno presso gli Este e i Bonacolsi. Il 7 dicembre 1302 nasce Azzone e nel 1304 Ricciarda.
Rientra a Milano nel 1311 per giocare un tiro mancino ai della Torre che costerà loro l’accusa di tradimento nei confronti dell’imperatore Ludovico il Bavaro. Nel 1313 inizia a governare Piacenza come vicario imperiale, poi lascia il governo di quella città alla moglie Beatrice e al figlio Azzone e torna a Milano. In maggio il padre Matteo gli affida il governo di Milano e si ritira a Crescenzago, dove muore. 
Nel luglio 1322 è nominato Capitano del Popolo, ma in novembre è già costretto a lasciare Milano a causa di una sommossa organizzata dal cugino Lodrisio Visconti. Galeazzo si rifugia a Lodi, mentre il governo cittadino è affidato al capitano borgognone Giovanni di Chatillon. Spaventato dall’eventualità di un ritorno dei della Torre, sarà lo stesso Lodrisio a richiamare a Milano Galeazzo in dicembre. La città è preda di saccheggi e disordini per tre giorni, ma il 29 dicembre 1322 Galeazzo riesce a farsi proclamare Signore di Milano dall’assemblea popolare. Ma la rivalità era destinata a riaccendersi in famiglia: il fratello Marco lo accusò nel 1327 presso l’imperatore Ludovico il Bavaro di tradimento a favore del papa. Il 6 luglio 1328 l’imperatore imprigiona nei nuovi Forni di Monza Galeazzo e gli altri fratelli, accusati dell’assassinio del fratello Stefano. Galeazzo è liberato il 25 marzo 1328 e va a Lucca da Castruccio Castracani; muore a Pescia il 6 agosto 1328. La vedova Beatrice d'Este gli sopravviverà fino al 15 settembre 1334.

Galeazzo II

Figlio di Stefano e di Valentina Doria, nasce nel 1320. Prima del matrimonio, ha due figli naturali, Cesare e Beatrice. Nel 1343 viaggia con il conte di Hennegau in Palestina e nelle Fiandre. E' costretto all'esilio da Milano con i suoi fratelli dalle manie di persecuzione di suo zio Luchino e fa ritorno solo nel 1349. Sposa Bianca di Savoia il 27-28 settembre 1350 a Rivoli. Il 15 ottobre 1351 nasce Gian Galeazzo, l'erede, la seconda figlia, Maria, nasce un anno dopo e nel 1354 è la volta di Violante. Quando il 26 settembre 1355 Matteo II muore, Galeazzo II ottiene la parte occidentale della Lombardia, Bernabò la parte orientale. Rispetto a Milano,  Galeazzo II riceve le porte Comasina, Vercellina, Giovia e Ticinese. Nel 1360 conquista Pavia, che vorrà elevare a sua sede preferita; nello stesso anno apre le trattative per il matrimonio tra il suo unico figlio maschio legittimo, Gian Galeazzo, e Isabella di Valois, figlia di re Giovanni II. Galeazzo II era da tempo malato di artrite reumatoide, ma dal 1362 le sue condizioni di salute peggiorarono e consigliarono lo spostamento di tutta la sua corte nell'erigendo castello di Pavia, che divenne la sua capitale. Fra i suoi consiglieri ed ambasciatori annovera Francesco Petrarca. Muore il 4 agosto 1378; la moglie Bianca morirà il 31 dicembre 1387, dopo aver elaborato col figlio Gian Galeazzo il colpo di stato contro Bernabò.

Galeotto

Figlio di Bernabò e di Caterina Freganeschi, nato intorno al 1360. Il nome gli fu imposto dal padre, appassionato del romanzo Lancillotto del Lago, nel quale Galahad o Galehot è uno dei protagonisti. La forma locale era anche "Galeazzo", ma per lui si volle tenere la forma bretone. Fu catturato nel colpo di stato del 1385 insieme ai fratellastri Sagramoro, Ludovico e Rodolfo.

Gaspare

Figlio di Uberto Visconti e Berta, fratello dell'arcivescovo di Milano Ottone. Non si conoscono le sue date di nascita e morte. Nel 1248 risulta podestà di Oleggio. 

Gian Galeazzo

Figlio di Galeazzo II e di Bianca di Savoia, nato il 16 ottobre 1351. Nel giugno 1360 sposa la dodicenne Isabella di Valois, che sancisce l’unione fra Galeazzo II e la casa francese, in grave crisi economica per via della Guerra dei Cent’Anni. Gian Galeazzo ottiene in questo modo il titolo di conte di Vertus. E' un padre precoce, perché il primo figlio Gian Galeazzo si ritiene sia nato il 4 marzo 1366. Due anni dopo nasce Azzone, nell'estate del 1370 Valentina e nel settembre 1372 Carlo, che costerà però la vita a Isabella, morta per le conseguenze del parto l'11 settembre 1372.
Dopo la morte del padre nel 1378, Gian Galeazzo si premura di richiedere il riconoscimento per sé del vicariato imperiale detenuto da suo padre e il 17 gennaio 1380 arriva dall'imperatore Venceslao l'agognato diploma. Bernabò invece trascura questa formalità e anche su questo fatto giocherà Gian Galeazzo per legittimare la sua cattura dello zio.
Il 2 ottobre 1380 sposa forzatamente la cugina Caterina per compiacere i disegni di suo zio Bernabò, ma è un motivo in più per covare la ribellione Nel 1385 la situazione sta precipitando a suo svantaggio e Gian Galeazzo, con l’aiuto della madre Bianca di Savoia, mette a segno un formidabile colpo di stato ai danni dello zio-suocero Bernabò.
Il 6 maggio 1385 con uno stratagemma cattura fuori della Pusterla di S. Ambrogio Bernabò e i figli Ludovico e Rodolfo e li imprigiona nel Castello di Porta Giovia. Gian Galeazzo dispone di un piccolo esercito di 500 lance al comando di Jacopo dal Verme, Ottone di Mandello e Giovanni Malaspina, che devono sedare una possibile insurrezione. Invece il popolo saccheggia i palazzi di Bernabò e dei figli e distrugge i registri dei tributi. Il 7 maggio si arrende la rocca di Porta Romana. Il Consiglio Generale conferisce a Gian Galeazzo la signoria della città, trascurando gli eredi di Bernabò. Dall'8 al 14 maggio Gian Galeazzo occupa tutte le città di Bernabò e dei suoi figli. Solo le rocche resistono più a lungo. 
L’anno successivo fonderà a Milano il Duomo, chiamando a raccolta i migliori artisti disponibili in Europa. A partire da questo momento le ambizioni di Gian Galeazzo non avranno più fine: nel 1387 ottiene la signoria su Vicenza e Verona, nel 1390 Padova; l'11 maggio 1395 ottiene l’incoronazione a Duca dall’imperatore Venceslao del Lussemburgo e quindi tenta di radunare sotto di sé tutta l’Italia. Conquista Pisa, Perugia, Assisi e Siena. Firenze, che si sente direttamente minacciata, arma una lega contro il Visconti.  Ma i suoi progetti unificare tutta l'Italia sotto il biscione non andranno in porto e alla sua morte per peste nel 1402 lascerà le casse del suo stato dissanguate e la vedova Caterina in seri guai.  

Gian Galeazzo II

Figlio di Gian Galeazzo e di Isabella di Valois. Nasce il 4 marzo 1366. Al suo battesimo partecipa lo zio Amedeo di Savoia, il Conte Verde. Muore intorno al 1374 (?).

Ginevra

Ultima figlia di Bernabò e di Donnina de Porri, nata nel 1385, appena prima del colpo di stato di maggio. La madre la lasciò subito per seguire in prigione a Trezzo Bernabò e non fece più ritorno. Crebbe insieme alla sorellina Soprana a Pavia, sotto la tutela della nonna Franceschina de Varubiis e di Guglielmo de Farinate. In un documento del 29 maggio 1397 la nonna cede alle due nipotine il diritto a entrare in possesso della sua dote di 690 fiorini. Inoltre la madre Donnina, donna molto accorta finanziariamente, aveva provveduto all'acquisto di numerosi stabili a Milano e dintorni, col cui affitto le figlie potevano agiatamente mantenersi (A. Giulini, Archivio Storico Lombardo, ASL 1912, p. 580).
Nel 1403 si trattò il suo matrimonio con il marchese di Castel dell'Aquila Leonardo, figlio di Leonardo Malaspina e di Caterina Rossi di S. Secondo. La terribile epidemia del 1404 e la morte della duchessa Caterina, sua sorella, procrastinarono sine die la sua partenza, tanto che nel 1408 il marchese Malaspina, che ancora non aveva visto né la moglie né un soldo, chiese lo scioglimento del matrimonio. Lo stesso fece Ginevra, che inviò al papa tramite il vescovo Branda Castiglioni e il vescovo Bartolomeo Capra una richiesta di annullamento e l'autorizzazione a contrarre un altro matrimonio, consenziente il fratello Lancillotto.
Non solo il matrimonio non venne annullato, ma Ginevra raggiunse il marito, dal quale ebbe una figlia, Argentina. Leonardo era però un personaggio piuttosto pericoloso. Insieme al fratello Galeotto, nel 1418 fece assassinare da una banda di sicari il rivale marchese di Verrucola, Niccolò Malaspina, insieme al figlio Bartolomeo con la moglie Margherita che era incinta. Alla strage scamparono la piccola Giovanna e il fratello Spinetta, che furono riparati presso i Veneziani.
Nell'archivio del Luogo Pio Trivulziano vi sono alcuni documenti dal 1397 al 1438 che ci illuminano circa i beni posseduti da Ginevra, in gran parte si tratta dell'esazione di affitti livellari di stabili siti in Porta Comasina, parr. di S. Cipriano, ma anche a Vimercate, condivisi con la sorella Soprana. Ginevra è la prima proprietaria dell'albergo del Falcone, da cui prenderà il nome la via di Milano. Lo lasciò in eredità alla figlia Argentina.
Ginevra morì a 53 anni nel 1438, anno delle nozze di sua figlia Argentina con Giorgio del Carretto, figlio del marchese Corrado. Leonardo morì nel 1441.
Argentina Malaspina e Giorgio del Carretto abitarono a Milano, in parrocchia di S. Marcellino (presso il Castello). 

Giorgio

Figlio naturale di Mastino e di una tedesca. Nel testamento paterno si trova la disposizione secondo la quale Giorgio avrebbe dovuto essere condotto a Venezia per rimanere sotto la tutela di Marco Negro, esecutore testamentario, fino all'età di venti anni. Raggiunta la maggiore età, Giorgio avrebbe ricevuto la somma di 1200 ducati, con l'obbligo di mantenere la madre, altrimenti 400 ducati sarebbero andati direttamente alla signora. 

Giovanni

Figlio di Matteo e Bonacosa Borri. Venne avviato alla carriera ecclesiastica, non prima di aver avuto due figli naturali: Leonardo e Margherita
Eletto arcivescovo dal Capitolo di Milano nel 1317, gli venne contrapposto Aicardo da Comodeia
da papa Giovanni XXII. Dopo una condanna per eresia subita nel 1323, trovò nell’antipapa un alleato, ricevendo il cardinalato nel 1329. Nel 1331 divenne vescovo e signore di Novara e nel 1334 trattò con Aicardo la permuta delle cariche. Alla morte dell’arcivescovo nel 1339, Giovanni poté entrare trionfalmente a Milano e prendere possesso della sua sede, ma aveva ancora pendente sul capo la condanna per eresia, annullata il 7 maggio 1341 con bolla papale. Dietro pagamento alla Santa Sede di 500.000 fiorini, Giovanni e il fratello Luchino ottennero il vicariato imperiale dal papa (in assenza dell’imperatore) e divennero Signori di Milano. Solo il 17 luglio 1342 Clemente VI emanò la bolla che approvava la nomina di Giovanni ad arcivescovo di Milano. Alla morte di Luchino nel 1349, Giovanni si associò i figli dell’altro suo fratello Stefano (Matteo II, Bernabò e Galeazzo II). Un aneddoto citato dal Corio ci tramanda un arcivescovo col pastorale in una mano e la spada nell’altra; lo si accusa di non celebrare mai messa e di non credere nella comunione; fu comunque lui a spettacolarizzare le festività della Chiesa: 8 settembre per la nascita di Maria e l’Epifania col corteo dei Magi; altre disposizioni vennero emanate nel 1352 per l’abbigliamento del clero, che doveva uniformarsi ed essere decoroso negli abiti.  
Nel 1352 fu signore di Genova, l'anno dopo di Bologna e Novara.
Morì il 5 ottobre 1354.  

Giovanni Carlo detto "Il Piccinino"  

Figlio di Carlo e di Beatrice d'Armagnac. Nato dopo il colpo di stato che estromette suo padre dai domini viscontei. Il 2 novembre 1404 Antonio e Francesco Visconti si alleano con gli eredi di Bernabò per contrastare il Malatesta, concedendo loro vari territori. Giovanni Carlo ottiene Brescia.Il 19 giugno 1405 muore suo zio Mastino e Gian Carlo è l'unico discendente legittimo di Bernabò, protetto dagli zii (bastardi) Estorre, Galeotto e Leonello. Il 24 giugno è riconosciuto signore di Bergamo. Il 16 maggio 1412 Giovanni Maria, duca di Milano, viene assassinato mentre sta andando nella chiesa di S. Gottardo (o è già in chiesa) dai sostenitori degli eredi di Bernabò (Baggio, Pusterla, Trivulzio, Mantegazza, Aliprandi, Maino, ecc.). Vengono proclamati signori di Milano Estorre, figlio naturale di Bernabò, e Giovanni Carlo, l'unico discendente legittimo di Bernabò.
Nel 1412 combatté a fianco dello zio Estorre per l'occupazione di Milano contro Filippo Maria. Dopo la resa, fugge presso l'imperatore Sigismondo per chiedere aiuto, ma inutilmente. Muore assassinato a Parigi nel 1418. Dei figli Carlo e Rodolfo non ci sono notizie.

Giovanni Maria

Figlio di Gian Galeazzo e di Caterina Visconti. Nasce dopo una estenuante attesa il 7 settembre 1388. Duca di Milano dal 1402 sotto la reggenza della madre, verso la quale mostra aperta ostilità. Ne approfittano le città sottomesse ai Visconti per ribellarsi: nel 25 agosto 1403 Bologna, Perugia e Assisi tornano allo Stato Pontificio; i Beccaria riprendono Pavia, i Vignati Lodi, i Benzoni Crema, Cabrino Fondulo Cremona. Mentre la madre Caterina attraverso il suo consigliere Francesco Barbavara cercava di tenere sotto controllo la ribellione a Milano, gli insorti riescono a portare dalla loro parte Giovanni Maria. Caterina si rifugia a Monza, ma viene imprigionata ai terribili Forni, dove muore il 17 ottobre 1404 forse per contagio della dilagante epidemia, forse per ordine del figlio.  
Nel 1408 Giovanni Maria sposa Antonia Malatesta, figlia di Carlo I Signore di Rimini e di Elisabetta Gonzaga.  
Di carattere sanguinario e degenerato, viene assassinato davanti alla chiesa di S. Gottardo in Corte il 16 maggio 1412 da congiurati milanesi. 

Jacopo

Figlio naturale di Gabriele Maria. Ignote le date di nascita e di morte. Sposa Caterina Rossi, figlia di Pier Maria conte di San Secondo e di Giovanna Cavalcabò.

Isotta

Figlia naturale di Bernabò e si dice, ma poco probabilmente, di Beltramola de' Grassi. Nacque negli anni Settanta del Trecento. Era chiamata famigliarmente Visina o Besina. Sposò Carlo da Fogliano e visse a Reggio Emilia.
I rapporti fra la famiglia da Fogliano e i Visconti furono terribili. Bernabò aveva fatto prigioniero Francesco da Fogliano, capitano generale della Lega antiviscontea, nel corso della battaglia di Rubiera, avvenuta il 2 giugno 1372. I da Fogliano disponevano di diversi castelli nel Reggiano e Bernabò glieli chiese in cambio della vita. Francesco inviò accorati dispacci al fratello Guido, che forse non perse l'occasione di rimanere unico erede di tutto quel ben di Dio. Il 7 dicembre 1362 Francesco penzolava dalla merlatura delle mura di Reggio, a momento della serietà delle minacce di Bernabò.
Di Carlo da Fogliano conosciamo l'indole violenta e irrequieta, ma non si hanno notizie circa la vita che Isotta trascorse con lui.
Isotta abitava ancora a Reggio nel 1439 e da lei si riparò la sorellastra Anglesia, gravemente malata. Nel testamento che redasse lasciava gli interessi di 3000 ducati, ricevuti da sua sorella Lucia, a Isotta e a Lancillotto. Ma i rapporti fra i due fratellastri non erano idilliaci, visto che Isotta aspettò l'ingiunzione del tribunale per dare a Lancillotto la parte che gli spettava.

Lancillotto o Leonello

Figlio legittimato di Bernabò e di Donnina de Porri. Quando nel marzo 1379 Bernabò spartisce il suo territorio tra i suoi figli maschi legittimi, lascia a Donnina e al figlio Lancillotto il feudo di Pagazzano nella Ghiara d'Adda. Nel testamento di Anglesia del 1439 è citato come erede insieme alla sorella Isotta, ma nel 1440, non avendo ancora ricevuto la parte spettantegli, fece causa alla sorella, vincendola. Il suo trionfo durò poco, perché risulta morto nel 1441. Lasciò le figlie Donnina e Lucia.

Leonardo

Figlio naturale dell'arcivescovo di Milano Giovanni Visconti; ignote le sue date di nascita e morte. Nel 1332 ricopriva la carica di podestà di Novara.

Leonardo

Nipote di Estorre. Fu presente alla resa del castello di Monza del 1413 trattata dalla zia Valentina.

Lodrisio

Figlio di Pietro e di Antonia Crivelli, nipote di Matteo Visconti. Nel 1322 è a capo del colpo di Stato che obbliga Galeazzo I alla fuga da Milano. Approfittando della sommossa, i guelfi prendono Monza, ma Lodrisio soffoca la rivolta a riprende la città che viene saccheggiata. Il 12 dicembre 1322 Lodrisio, spaventato dall’eventualità di un ritorno dei Torriani, richiama a Milano Galeazzo, ma continua ad appoggiare Marco in lite col fratello. Le accuse di Marco portano Galeazzo e il figlio Azzone ai Forni di Monza, per cui quando sono liberati Lodrisio fugge nei suoi possessi del Seprio, chiudendosi nel castello di Crenna. Azzone lo assedia e ne distrugge il castello, ma Lodrisio riesce a fuggire a Vicenza presso Mastino della Scala. Nel gennaio 1339 si forma la compagnia di S. Giorgio, comandata da Lodrisio, che è sconfitto a Parabiago il 21 febbraio e imprigionato col figlio Ambrogio a S. Colombano, dove resterà dieci anni. Giovanni Visconti lo libera ed entrerà poi al servizio di Galeazzo II Visconti per recuperare il territorio visconteo in Piemonte; per Bernabò vincerà una battaglia a Casorate Primo il 12 novembre 1356 contro le truppe imperiali guidate da Marcovaldo di Raudeck. Muore a Milano il 5 aprile 1364 e gli vengono tributati funerali solenni.

Luchina

Figlia di Azzone (e di Caterina di Savoia-Vaud?), nata prima del 1339. Sposa Lucolo Zotta ed abita a Milano nella parr. di S.Nabore. La coppia ha i figli Azzone e Giovanni Zotta. E' incerta la parentela con Antoniolo Zotta, giustiziato da Bernabò nel gennaio 1376.

Luchino

Figlio di Matteo e Bonacosa Borri, nato nel 1287 (o 1292?). Nel 1315 è signore di Pavia; si sposa una prima volta con Violante di Saluzzo, ma resta subito vedovo e senza figli; nel 1318 sposa Caterina Spinola, figlia di Oberto, che morirà l'anno successivo. Luchino rimane allora in ambiente genovese per contrarre subito il terzo matrimonio con Isabella Fieschi figlia di Carlo, conte di Savignone e nipote di papa Adriano V. 
Nel 1320 è podestà di Vigevano, città dove erigerà la Rocca col camminamento coperto ancora visibile. Nel 1323 fu colpito da scomunica per eresia, come tutta la sua famiglia. Il fratello arcivescovo Giovanni lo associò al governo di Milano nel 1329, ma Luchino – gran costruttore di castelli – dava segni di paranoia (o di prudenza) e si distinse per sedare le rivolte prima che si materializzassero. Sua è la condanna il 17 novembre 1340 di Franceschino Pusterla, marito di sua cugina Margherita Visconti; sua la decisione di esiliare da Milano i nipoti Matteo, Bernabò e Galeazzo nel 1346; problematici i rapporti anche con sua moglie Isabella Fieschi, dalla quale nel 1346 ha il figlio Luchino Novello. Le scappatelle amorose di Isabella verranno strumentalizzate dopo la morte di Luchino dai nipoti Visconti per estromettere Luchino Novello dall'eredità. 
Morì il 24 gennaio 1349 e fu sepolto in S. Gottardo in corte. Lasciò anche due figli naturali: Brizio e Borso.

Luchino Novello

Figlio di Luchino e di Isabella Fieschi. Il 4 ottobre1356 viene fatto fuggire da Milano dalla madre, che ripara a Genova. Da allora sarà sempre perseguitato dai cugini e vivrà tra Venezia e il Friuli. A Venezia sposa Luisa Adorno, figlia del doge Gabriele e di Violante Giustiniani. Nel 1372 si risposa con Maddalena Strozzi, figlia di Carlo.

Lucia 

Figlia di Bernabò e di Regina della Scala. Nasce forse intorno al 1369. Nel febbraio 1382 Bernabò  e Ludovico d'Angiò si accordano a Milano per la conquista di Napoli. Si parla del matrimonio tra il figlio di Ludovico (Ludovico II) e Lucia. L'accordo è mediato da Amedeo VI e sarà siglato il 18 luglio seguente a Milano. Nell'aprile 1385, dopo lunghe trattative, gli ambasciatori di Ludovico II d'Angiò partono da Avignone per Milano per portare ad Angers Lucia. E' il momento più alto della politica di Bernabò che sarebbe riuscito ad avere una figlia regina di Napoli, ma che sfocia nel colpo di stato perpetrato da Gian Galeazzo. Nel 1398 Enrico, conte di Hereford e di Derby, esiliato da Riccardo II, tratta per mezzo di Gasparino Visconti un'alleanza matrimoniale con Gian Galeazzo che gli propone Lucia. L'anno seguente però rinuncia per fidanzarsi con Maria di Berry. Il 28 giugno 1399 dopo aver rifiutato un matrimonio con Gabriele Maria, figlio naturale tredicenne di Gian Galeazzo, Lucia sposa a Pavia il diciassettenne Federico V, figlio di Baldassare di Turingia, marchese di Misnia, precedentemente promesso a sua sorella Anglesia. Il matrimonio è celebrato dal vescovo di Pavia Guglielmo Centuario, con testimoni di prestigio come il conte Antonio d'Urbino, Pietro di Candia (il futuro papa Alessandro V), il marchese Nicolò Pallavicino, Francesco Barbavara, Uberto Visconti ed altri. Lucia rifiuta però di partire. Il 24 gennaio 1407 sposa Edmund III Holland conte del Kent, di quasi dieci anni più giovane di lei, che però muore già il 15 settembre 1407. Lucia resta a vivere in Inghilterra, dove muore il 4 aprile 1424 e viene sepolta nella chiesa degli Agostiniani di Londra.

Lucia

Figlia legittima di Mastino e di una non meglio precisata Elisabetta. Nel testamento paterno viene citata come vedova di Enrico Dolfin e riceve i proventi delle case in parrocchia S. Moisé e in parrocchia S. Giobbe a Venezia.

Lucia

Figlia di Lancillotto. Sposò Galvano de Bongiacomo da Trissino di Vicenza ed ebbe numerosi figli, dei quali però l'unico noto è Bartolomeo.

 

Ludovico

Figlio di Bernabò e Regina della Scala, nasce il 19 giugno 1358. Quando nel marzo1379 suo padre Bernabò spartisce il suo territorio tra i figli maschi legittimi, Ludovico ha Crema e Lodi. Il 18 aprile 1381 sposa sua cugina Violante, che è alle sue terze nozze.Il 6 maggio 1385 con uno stratagemma il cugino-cognato Gian Galeazzo lo fa prigioniero, fuori della Pusterla di S. Ambrogio, col padre Bernabò e il fratello Rodolfo. Verrà trasferito nel castello di S. Colombano. L'anno successivo Ludovico, sempre imprigionato, rimane vedovo. Il 12 settembre 1393 arriva a Milano la notizia della recente morte a Cipro di sua sorella Valentina, regina deposta di Cipro. Gian Galeazzo propone allora di far sposare Ludovico con una figlia di Giacomo di Lusignano, che ha preso il potere a Cipro. Il matrimonio non si farà. Muore a S. Colombano il 28 luglio 1404.

Maddalena

Figlia di Bernabò e di Regina della Scala. Nasce a Milano forse nel 1366. Il 2 settembre 1381 sposa Federico II di Baviera-Landshut (nato nel 1339). Vive a Landshut nel castello di Trausnitz sull'Isar.   Nel 1383 (o 1384?) nasce Elisabetta, che il 18 settembre 1401 sposerà Federico I di Hohenzollern. Nel 1384 nasce la figlia Margarete, che muore giovane. Nel 1386 è la volta di Enrico, nel 1388 di Maddalena (morta nel 1410) e infine nel 1390 di Giovanni (morto già nel 1396).
Maddalena resta vedova il 4 dicembre 1393, ma continua a vivere nel suo feudo.
Muore il 24 agosto 1404.

Maddalena 

Figlia naturale di Mastino e di una tedesca. Per volere testamentario, venne condotta dopo la morte del padre nel 1405 a Venezia per rimanere, insieme al fratellastro Giorgio, sotto la tutela degli esecutori testamentari fino a 14 anni, con una dote di 1000 ducati. La madre di Maddalena è ricordata con un legato di 150 ducati. Nel caso di decesso di Maddalena, la sua eredità avrebbe dovuto essere investita nella celebrazione quotidiana in perpetuo di una messa in suffragio delle anime di Mastino e dei suoi nella chiesa di S. Leonardo a Ayca (Aichach?). Maddalena non fu contagiata dalla terribile epidemia che tra il 1404 e il 1405 spopolò l'Europa e sposò Giovanni II Porro, nipote del famoso Stefano Porro, conte palatino.

Marco

Figlio di Matteo e di Bonacosa Borri. Nel 1310 viene nominato podestà di Alessandria. Nel dicembre 1314 prende Tortona, dalla quale caccia gli Angioini. E’ presente alla battaglia di Montecatini del 29 agosto 1315 contro re Roberto d’Angiò e nel dicembre 1315 occupa Alessandria e Vercelli. Nel 1318 aiuta i Doria a prendere Albenga e Savona e assedia Genova per due anni. Marco arriverà a sfidare a duello re Roberto mettendo come posta la signoria di Genova. Nel 1323 Marco viene scomunicato come i fratelli e deve combattere l’esercito crociato contro di loro; nel luglio, l’esercito papale stremato si ritira a Monza, e Marco pone l’assedio alla città. Qui si apre il dissidio fra Galeazzo, che tarda ad intervenire, e Marco che l’accusa di connivenza coi guelfi. Per tacitarlo, Galeazzo gli assegna il feudo di Rosate, ma ci vuole ben altro. Nel marzo 1327 Marco accusa Galeazzo di tradimento presso Ludovico il Bavaro e promette ai Milanesi di ripristinare le libertà comunali,  ma nel 1329 sarà lui a passare dalla parte dei guelfi fiorentini e a incontrare il 2 agosto a Bologna Betrando del Poggetto, legato pontificio. Rientrato a Milano, il 15 agosto viene preso al Broletto, soffocato e buttato dalla finestra da sicari di Azzone, che vuole dimostrare all’imperatore la sua fedeltà. Al momento non esistono spiegazioni credibili sul suo voltafaccia, spiegato dagli storici romantici come “pazzia d’amore” per aver perso la sua amata Bice (Tommaso Grossi, Marco Visconti).  

Marco

Figlio di Bernabò e di Regina della Scala. Nasce nel novembre del 1353 e ha come padrino a battesimo Francesco Petrarca, che suggerisce il nome di Marco in onore del suo amato Cicerone. Il 1 ottobre1358  viene promesso a una figlia di Francesco da Carrara, signore di Padova: un fidanzamento inutilmente precoce, perché già nell'ottobre1360 Regina della Scala impone al marito Bernabò l'annullamento del fidanzamento in previsione di alleanze più vantaggiose. Ma il momento era sbagliato perché  Francesco da Carrara annulla il trattato di pace e apre le sue terre al passaggio di 5.000 ungheresi ingaggiati dall'Albornoz per la difesa di Bologna. Nel 1367 sposa Elisabetta di Federico di Baviera-Landshut, nata nel 1361. Nel marzo 1379, quando il padre Bernabò  spartisce il suo territorio tra i suoi figli maschi legittimi, Marco che è il primogenito ha la metà di Milano. Muore  il 3 gennaio 1382, seguito il 18 dello stesso mese dalla moglie.

Margherita

Figlia di Uberto e moglie di Franceschino Pusterla. Nel luglio 1340 il marito ordisce una congiura contro Luchino Visconti. Scoperto, lascia Milano alla volta di Avignone, portando con sé i quattro figli, mentre Margherita per sfuggire al cugino Luchino si rifugia nel castello dei Pusterla a Limbiate. Muore nel 1341. 

Margherita

Figlia di Bernabò e di Beltramola de Grassi. Nacque intorno al 1345. Entrò in monastero con una dote di 6000 fiorini.

Margherita

Figlia dell'arcivescovo di Milano Giovanni. Ignote le sue date di nascita e di morte. Sposò nel 1350 Ambrogio, figlio di Lodrisio Visconti.

Maria

Figlia di Galeazzo II e di Bianca di Savoia. Nasce a Milano alla fine del 1352 e muore nell'aprile 1362. 

Mastino

Figlio ultimogenito di Bernabò e di Regina della Scala. Nasce nel marzo del 1371 e per tre giorni è festa nei domini viscontei. Quando nel marzo 1379 Bernabò spartisce il suo territorio tra i suoi figli maschi legittimi, al piccolo Mastino spettano Brescia e Val Camonica. Nel febbraio 1385 viene fidanzato a Cleofe della Scala, figlia di Antonio I e di Samaritana da Polenta. Dopo il colpo di stato del 6 maggio 1385, Mastino si rifugia a Brescia. Difficilissimo seguire gli spostamenti dell'esule. Si rifugia presso il vescovo di Coira, ma poi elegge a sua residenza Venezia. 
E' anche problematico capire le sue relazioni matrimoniali. In alcuni documenti risulta sposato ad Antonia della Scala, ma nel suo testamento si cita come moglie una non meglio precisata Elisabetta, dalla quale ha la figlia legittima Lucia. Nel testamento di Mastino sono citati anche altri due figli naturali, Giorgio e Maddalena, avuti da due diverse donne durante il suo soggiorno in Germania. 
La Donazione di Mastino è un documento del 29 giugno 1404, col quale il Visconti cede per gratitudine al vescovo di Coira Hartmann II la Valtellina con Chiavenna, Poschiavo e Bormio come terre a lui spettanti per eredità paterna. In realtà Mastino non era mai stato investito di tali beni e quindi la donazione non aveva alcun fondamento giuridico, ma verrà considerata valida dalle Tre Leghe (Grigioni) per l’occupazione delle valli italiane. 
Il 2 novembre 1404 Antonio e Francesco Visconti si alleano con gli eredi di Bernabò per contrastare il Malatesta, concedendo loro vari territori. Mastino ottiene Bergamo e la Ghiara d'Adda. Muore il 19 giugno 1405 ed è sepolto a Bergamo nella chiesa di S. Giovanni nella Cittadella, oggi scomparsa.

Matteo II

Figlio di Stefano e di Valentina Doria, nato nel 1319 ca. Sposa Egidiola di Filippino Gonzaga intorno al 1341. L'anno dopo nasce la figlia Caterina. Nel 1346 viene spedito in esilio a Morano nel Monferrato da suo zio Luchino e non rientra che nel 1350. Nella spartizione dello stato visconteo successiva alla morte dello zio Giovanni, a Matteo toccano Lodi, Piacenza, Parma e Bologna, retta dal suo nemico Giovanni Visconti di Oleggio. L'Oleggio proclama la sua indipendenza e, mentre Matteo si limita a una protesta presso il papa, suo fratello Bernabò parte alla riscossa contro Bologna. Matteo era considerato una zavorra, per cui nessuno si stupirà di quello che stava per succedere il 29 settembre1355: Matteo II viene improvvisamente colto a Monza, dopo una battuta di caccia, da violenti dolori addominali in seguito a una cena a base di maiale. Viene trasportato a Milano, ma i medici non possono che assistere impotenti alla morte. "Morì come un cane, senza confessione, di morte violenta, forse degnamente per la sua vita dissoluta", scrisse Matteo Villani. La madre Valentina lasciò scritto nel suo testamento che era convinta dell'assassinio del figlio organizzato dagli altri suoi due figli Bernabò e Galeazzo II.  L'Azario si lascia questo ritratto di Matteo: "Conduceva una cattiva vita, manteneva nel proprio letto molte belle ragazze, anche della nobiltà di Milano, e trascurava la propria persona. Pensava solo a insozzarsi del vizio della lussuria. Era però migliore degli altri suoi fratelli per facondia. Così sprecando il proprio tempo con le donne, benché pingue e in forma, perse d'improvviso la vita nel 1357". A parte l'anno di morte errato, non c'è da dubitare del ritratto dell'Azario, testimone dell'ambiente visconteo.

Ottone I

Nato nel 1207 da Uberto Visconti (m. prima del 1248) e da una non meglio definita Berta. Divenne contestato arcivescovo di Milano nel 1262, nel momento delle lotte fra Visconti e Torriani per il potere milanese. Dopo la vittoria di Desio nel gennaio 1277 riuscì a rientrare a Milano e a governare la città. Per una biografia più estesa vedi in questo sito il commento degli affreschi trecenteschi nella Rocca di Angera
Morì a Chiaravalle nell'agosto 1295.

Palamede

Figlio naturale di Bernabò e di Donnina de Porri. Di lui non si hanno notizie, perché non viene mai citato insieme agli altri fratelli nei testamenti.

Riccarda

Figlia naturale di Bernabò e di Caterina Freganeschi, nata alla fine degli anni Sessanta del Trecento. Sposa Bernardon de la Salle, un capitano di ventura che risulta essere stato per un breve periodo al servizio del pontefice Urbano VI, di Bernabò e dal 1385 di Gian Galeazzo. Il matrimonio ebbe luogo nel 1384, quando il capitano giocava un ruolo importante nell'impresa che Maria d'Angiò, vedova di Luigi I e tutrice di Luigi II, stava organizzando con l'aiuto di Bernabò per la conquista di Napoli. Dopo il colpo di stato del 1385, Bernardon entrò a far parte della coalizione contro Gian Galeazzo. Nel 1387 fu ingaggiato da Antonio della Scala per difendersi dagli attacchi a Verona mossi dal Visconti, ma ne venne dissuaso e si pose al servizio di Firenze. Nell'aprile 1391 cambiò un'altra volta bandiera e disertò con le sue 1500 per porsi al servizio di Luigi d'Orléans, ma morì mentre passava le Alpi. A pagare il tradimento di Bernardon era stato Gian Galeazzo, come si deduce da carte notarili: gli eredi di Bernardon rimanevano debitori del Visconti per l'anticipo ricevuto di 6500 fiorini. Gian Galeazzo condonò il debito a Riccarda con un atto del 3 marzo 1392. Finiscono qui le notizie che la riguardano.

Ricciarda

Figlia di Galeazzo I e di Beatrice d'Este; ignota la data di nascita. Nel 1329 sposa il marchese Tommaso II di Saluzzo (m. 15.8.1357). Ricciarda muore nel 1361.

Rodolfo 

Figlio di Bernabò e di Regina della Scala. Nasce intorno al 1364. Quando nel marzo 1379 Bernabò spartisce il suo territorio tra i suoi figli maschi legittimi,  Rodolfo ha Bergamo, Soncino e Ghiara d'Adda. Nel 1381 costruisce a Bergamo l'Hospitium Magnum. Nell'aprile 1385, quando gli ambasciatori di Ludovico II d'Angiò partono da Avignone per Milano per portare ad Angers sua sorella Lucia, si scatena un temporale furibondo e cadono fulmini premonitori sul palazzo di Bernabò e sul suo a S. Giorgio al Palazzo, che vengono considerati come un funesto presagio. Il 6 maggio 1385 con uno stratagemma Gian Galeazzo lo cattura, fuori della Pusterla di S. Ambrogio, col padre Bernabò e il fratello Ludovico. Muore il 3 gennaio 1389 nella prigione del castello di S. Colombano.

Rodolfo

Figlio di Giovanni Carlo, detto il Piccinino. Fu liberato da Filippo Maria in seguito agli accordi siglati da Valentina Visconti il 1413. 

Sagramoro

Figlio legittimato di Bernabò e di Montanina de' Lazzari. Sposa Achilletta Marliani. Venne imprigionato nel colpo di stato del 6 maggio 1385 da Gian Galeazzo ma, se non ci sono confusioni col figlio, nel 1397 il duca gli riconobbe il feudo di Brignano in cambio della sua sottomissione. Sagramoro ha due figli maschi: Sagramoro Pietro Francesco e Ambrogio, che ricevono da Francesco Sforza il feudo di Pagazzano. La discendenza sarà solo per il ramo di Sagramoro e Sagramoro II sarà investito nel 1470 del feudo di Brignano e Pagazzano da Galeazzo Maria Sforza.

Sovrana o Soprana

Figlia naturale di Bernabò e Donnina de Porri. La sua nascita si può collocare nel 1383, penultima nata dalla coppia prima di Ginevra. Le due sorelline infatti non conobbero quasi i genitori e crebbero a Pavia sotto la tutela di Guglielmo de Farinate. Sposò Giovanni de Prato.

Stefano

Figlio di Matteo I  e Bonacosa Borri. Sposa nel 1318 la genovese Valentina Doria, figlia di Bernabò e di Eliana Fieschi.  Ha tre figli: Matteo II, Galeazzo e Bernabò. Muore in giovane età il 4 luglio 1337 (o 1327?). Valentina muore nel 1359 a Milano, a 69 anni, e viene sepolta nell'arca di Stefano in S. Eustorgio.

Taddea

Figlia di Bernabò e di Regina della Scala. Nasce a Milano a metà del 1351. Il 13 ottobre 1364 sposa il duca Stefano III di Baviera-Ingolstadt con una dote di 100.000 fiorini d'oro. Il 20 dicembre 1365 nasce Ludovico, che da adulto sarà detto "il Barbuto", indivisibile fratello di Elisabetta o Isabella, nata nel 1371, che il 17 luglio 1385 sposerà ad Amiens Carlo VI re di Francia (1368-1422). Taddea muore il 28 settembre 1381 ed è sepolta nel Duomo di Monaco.

Teobaldo

Figlio di Obizzo, uno dei fratelli dell’arcivescovo Ottone. Non se ne conosce la data di nascita. Ha tra le altre cariche quella di Rettore delle Valli Levantina e Blenio. Sposa Anastasia Pirovano, dalla quale ha i figli Matteo e Uberto. E’ fatto prigioniero nel 1275 dall’esercito di Rodolfo d’Asburgo, che appoggia Napo della Torre, e decapitato a Gallarate l’anno dopo (muore anche la moglie Anastasia).  

Uberto detto "Pico"

Figlio di Teobaldo e fratello di Matteo. E' feudatario di Somma, Vergiate, Golasecca, Lonate Pozzolo e Ferno nel 1288; podestà di Vercelli nel 1290; podestà di Como nel 1292. Muore il 22 aprile 1315 ed è sepolto in S. Eustorgio, in un’urna marmorea predisposta dal 1307.  

Valentina o Valenza

Figlia di Bernabò e di Regina della Scala. Nasce forse intorno al 1356-7. Quando il 22 gennaio1363 arriva a Milano per promuovere la crociata contro i Turchi Pietro I da Lusignano, re di Cipro, Bernabò gli promette in sposa la figlia Valenza o Valentina per suo figlio Pietro II. Nel 1373 Valentina, che dovrebbe aver ormai compiuto sedici anni, deve partire per Cipro per sposare Pietro II, ma il matrimonio viene rimandato per la guerra contro la Nuova Maona di Chios, gruppo consortile genovese che è entrato in conflitto con i Lusignano. Finalmente nel settembre 1377 viene celebrato il matrimonio. Fra i mediatori del matrimonio si trovano Balzarino Pusterla e Erasmo Spinola. Valentina lascia Milano l'anno successivo. Il 13 ottobre 1382 muore Pietro II Lusignano per un'improvvisa malattia. Valentina resta a Cipro con la figlioletta, ma la sua speranza di governare come reggente è però presto delusa perché il consiglio di reggenza proclama re uno zio di Pietro col nome di Giacomo I. Muore a Cipro in agosto 1393. L'unica figlia era già morta. 

Valentina 

Figlia legittimata di Bernabò e di una madre non meglio identificata. Il 9 agosto 1394 sposò Gentile di Antonio Visconti di Orago, dal quale ebbe tre figli maschi: Anton Pietro, Francesco e un terzo di cui non conosciamo il nome. Quando il 7 gennaio 1413 morì suo fratello Estorre nell'assedio al castello di Monza posto dalle truppe di Filippo Maria, al comando del Carmagnola, Valentina assunse la difesa del castello e degli interessi dei superstiti figli di Bernabò. Si arrese il 1° maggio 1413, dopo che Filippo Maria ebbe accettato le condizioni da lei dettate: a lei e a suo figlio Francesco veniva dato un salvacondotto valido un anno. Ai vari discendenti di Bernabò era concesso un reddito annuo di 1600 fiorini. Valentina si fermò però nella rocca per altri 24 giorni nella vana attesa che arrivassero i soccorsi dell'imperatore richiesti da Giovanni Carlo. Il giorno della resa del castello si celebrarono le solenni esequie per Estorre, presente suo nipote Leonardo. Vennero liberati anche i due figli di Giovanni Carlo, Rodolfo e Carlo. 
Con il trattato di Monza si chiuse definitivamente la lunga lotta familiare che opponeva la discendenza di Bernabò a quella di Gian Galeazzo. Nel testo della capitolazione firmata da Valentina risulta che il Castello di Orago era stato distrutto dai disordini e Valentina era caduta in uno stato d'indigenza dopo che le case di sua proprietà a Milano erano state distrutte o saccheggiate. Anche i suoi beni fondiari nel Gallaratese erano bloccati a causa della rovina in cui erano caduti i suoi coloni di Orago durante le scorrerie delle soldatesche di Filippo Maria. Il duca comunque assolveva con piena formula Gentile dall'accusa di aver partecipato all'assassinio di Giovanni Maria (vedi ASL 1976, Ricerche su Gentile Visconti di Orago).

Verde

Figlia di Bernabò e di Regina della Scala, nasce a dicembre (?) 1352 e prende il nome dalla zia materna. Il 23 luglio1364 Bernabò dà pieno mandato a Modenese degli Stefanini per trattare il suo matrimonio con Leopoldo III d'Asburgo, conte del Tirolo. Gli Asburgo chiedevano l'appoggio dei Visconti contro i Carraresi per il controllo di Feltre e Belluno. La promessa di nozze è registrata in ottobre nel castello di Pandino con una dote che ammonta a 100.000 fiorini d'oro e le nozze seguono il 23 febbraio1365 nel palazzo di S. Giovanni in Conca a Milano. Verde muore a Sittich in Carniola il 1° marzo 1414.

Violante

Figlia di Galeazzo II e di Bianca di Savoia, nasce intorno al 1354. Il 28 maggio 1368 viene firmato il contratto di matrimonio e il 15 giugno sposa a Milano, in S. Maria Maggiore, Leonello di Clarence (n. 29.11.1338), figlio del re d'Inghilterra Edoardo III. La dote ammonta a 200.000 fiorini più le città di Alba, Mondovì, Cherasco e Cuneo. Al banchetto sono presenti il Petrarca e Froissart. Leonello muore dopo pochi mesi ad Alba, feudo di Violante. Le truppe inglesi al suo seguito occupano la città. 
Il 2 agosto 1377 Violante si risposa con Ottone II detto Secondotto Paleologo, marchese del Monferrato, più giovane di alcuni anni. Ma il 16 dicembre dell'anno successivo muore anche questo marito nel corso di una battuta di caccia nel parmense. 
Il 18 aprile 1381 sposa il cugino Ludovico, figlio di Bernabò, che viene catturato da Gian Galeazzo in occasione del colpo di stato del 1385, che lo renderà unico signore dei domini viscontei. Mentre il marito rimarrà in prigione fino al 1404, Violante muore a Pavia nel novembre 1386.

Zaccarina

Figlia di Matteo I e di Bonacosa Borri. Ignote le sue date di nascita e morte. Sposa Franchino Rusca, Signore di Como.

Ultima modifica:  domenica 09 marzo 2003

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