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Marchi motociclistici milanesi

di Mauro Colombo

 


Video realizzato da Costanza Colussi

 

 

La storia motociclistica italiana, così ricca di nomi, di modelli, di vittorie in campo agonistico e di vendite in termini commerciali non sarebbe stata la stessa se a farla grande e conosciuta non fosse intervenuta anche la produzione milanese, presente con un numero sterminato di marchi.

Questo lavoro ha inventariato tutti i marchi motociclistici nati e sviluppatisi a Milano, cercando anche di specificare per ciascuno di essi, oltre al periodo di attività, qualche cenno storico laddove si sono potute reperire notizie a riguardo. Se infatti spiccano nomi celebri e ricordati ancora oggi come Gilera, Bianchi, Parilla, altri marchi minori, che magari produssero per pochi anni e pochi esemplari destinati perlopiù ad un pubblico locale, hanno lasciato dietro di se pochissime tracce se non il solo nome presso la camera di commercio dove vennero iscritte le relative ditte o società.

Nello scorrere l’elenco si potranno notare alcune curiosità, come ad esempio le moltissime fabbriche nate agli albori del motociclismo, fabbriche che però sopravvissero pochi anni, se non addirittura due o tre (o meno!). Il nuovo mezzo di trasporto (fino agli anni venti alquanto complicato sia da guidare sia da mantenere) attirò infatti in questo settore molti produttori già ferrati in campo meccanico e ciclistico, che vollero tentare di incrementare i guadagni con qualcosa di troppo grande e non ancora alla portata del pubblico. Altre fabbriche erano invece piccoli laboratori artigianali, in grado di preparare solo prototipi oppure pochissimi esemplari, insufficienti per ammortizzare i costi.

Si può notare anche la falcidia di attività legata al secondo conflitto mondiale, salvo nei rari casi in cui l’Esercito commissionò veicoli militari.

Nel dopoguerra invece, in un momento caratterizzato da pochi soldi ma da grande fame di mezzi di trasporto, spuntarono a decine ditte e officine semi-artigianali che applicavano motori di piccola cilindrata ai telai di biciclette, attività che tuttavia, dalla metà degli anni cinquanta, venne riassorbita dal lento ritorno alla normalità e al progressivo aumento di domanda di veicoli tradizionali e non più di fortuna.

Il boom dell’automobile, negli anni Sessanta, decretò per moltissimi marchi milanesi, come del resto per quelli italiani in generale, un crollo delle vendite e chiusure a catena. Si salvarono solo i grandi marchi con produzione destinata anche all’estero, pure costretti in molti casi a ripiegare su piccole cilindrate, destinate ai giovani e in generale ad una clientela poco dotata di denaro (si pensi che persino la Moto Guzzi, marchio lombardo celebre, vittorioso in centinaia di competizioni, fornitore dell’esercito e molto apprezzato all’estero, dovette ritirarsi dalle competizioni e ripiegare, per salvarsi, sui ciclomotori, che non richiedevano, all’epoca, assicurazione e patente di guida).

N.B.: Data la difficolta nel reperire alcune informazioni, non si esclude che nell’elenco figurino marchi non propriamente milanesi, oppure non compaiano marchi sfuggiti purtroppo all’appello. Pertanto, ogni segnalazione per migliorare il contenuto di questo lavoro sarà ben accetto.

Fabbrica Motom

 

Bibliografia:

De Cet M., Enciclopedia delle motociclette, 2008

Wilson H., Enciclopedia della motocicletta-versione italiana, 1996

 

 

MARCHIO

ANNI DI ATTIVITA’

Acerboni

1939

Acix

1925

AD

1926-1927

Alba-Mazzucchelli

1925-1928

Aldbert

Produzione di motori a due tempi da 49 a 173 cc e da 174 a 246 cc con valvole in testa.

1952-1959

Aliprandi

I fratelli Aliprandi produssero un numero limitato di motociclette da 173 a 498 cc, montandovi motori Moser, Jap e Sturmer-Archer.

1925-1930

Altea

Alberico Seiling, produttore della MAS e delle Seiling, costruì moto da 196 cc con valvole in sospensione posteriore cantilever

1939-1941

Amboldi

1926-1928

Amisa

Produzione di piccoli veicoli commerciali a tre ruote, seguiti da una motocicletta leggera con motore Rumi da 125 cc.

1949-1950

Ancora

Motociclette con motori a due tempi Villiers da 147 a 347 cc. Dal 1936 il nuovo proprietario, Umberto Dei, costruì modelli da 60 a 98 cc. Dopo il 1939 fu usato solo il nome Dei.

1923-1952

Ancoretta

1952

Angelino

1925

Anzani

Nel 1907 in Francia il pioniere italiano Alessandro Anzani iniziò a costruire motori per aerei e motociclette. Dopo aver fondato una ditta nella natia Milano, nel 1922 costruì una bicilindrica a V da 500 cc con valvole in testa e alcune versioni da 750 e 1000 cc con valvole laterali.

1920-1927

Aquila

Produsse un numero limitato di moto da 48 a 174 cc tra cui una 175 con albero a camme in testa.

1953-1955

Aquila rossa

1926-1927

Arbos

1952

Ariz

1952-1954

Aspi

Costruì motori per biciclette e, in seguito, bicilindriche da 125 cc con trasmissione ad albero.

1946-1949

Asso

Monocilindrica da 175 cc con valvole in testa

1927-1931

Astoria

Utilizzò dapprima motori Ajax da 250 e 500 cc. Nel 1935 costruì i propri motori, ma cessò l’attività l'anno dopo.

1934-1936

Astoria

Produsse una moto con motore da 498 cc con valvole in testa. Alcuni modelli montavano motori Villiers o altri di propria produzione.

1947-1958

Atala

La Atala, nata come fabbrica di biciclette, costruì prima della guerra motociclette dotate di motori JAP e Blackbume. Dopo la guerra produsse ciclomotori con vari motori. Nel 1977 fu rilevata dalla Rizzato, che proseguì con lo stesso nome la produzione di ciclomotori e, in modo discontinuo, quella di moto.

1924-1977

Autolux

1938-1946

Ayrton

1905

Azzara

1925

Bacchi

1923-1927

Bantam

1947

Barison

1919

Bazzano & Gaspari

1925

Bellon & C

1922

Bianchi

Edoardo Bianchi nacque a Milano il 17 luglio 1865, e crebbe nell’orfanotrofio dei “Martinitt” (di cui fu per tutta la vita uno dei donatori più generosi), ove gli erano stati insegnati i primi rudimenti della meccanica.

Nell’agosto 1885 aprì una bottega in via Nirone 7 per dedicarsi alla meccanica varia: tra strumenti medici e ruote di carrozze, campanelli e attrezzi da cucina, iniziò anche a riparare le prime biciclette. Ben presto, attratto da tale mezzo di trasporto, si cimentò nella produzione di un velocipede di alta qualità con i materiali migliori a disposizione.

Nel 1888 allargò la sua officina, aprendola in via Bertani, ed iniziò ad adottare l’invenzione del veterinario scozzese John Dunlop (la camera d’aria di derivazione animale, il famoso “budello”) e ad offrire alla propria clientela un prodotto così d’avanguardia.

Trasferitosi per allargarsi nuovamente in via Borghetto, venne invitato dalla Regina Margherita, in vacanza a Monza, presso la reggia, affinchè fornisse alla sovrana una apposita bicicletta con la quale imparare a pedalare nell’immenso parco. Costruì una bici di undici chili, celeste che portava sul telaio lo stemma in oro dei Savoia.

Da allora fu un successo clamoroso: insignito del titolo di Fornitore della real casa, fu necessario allestire un vero stabilimento con catena di montaggio dalle parti della Bicocca per soddisfare le richieste di biciclette uguali a quella della regina.

Dal 1912 la Edoardo Bianchi presentava un catalogo che comprendeva biciclette, motocicli e motocarri, assemblava le moto da corsa per Tazio Nuvolari ed anche la favolosa e lussuosa automobile usata da Papa Pio XI.

Dopo la grande guerra venne aperto l’immenso stabilimento di viale Abruzzi, dal quale passarono i più grandi ciclisti e corridori di tutti i tempi.

Tra le motociclette di maggior successo ricordiamo la Freccia celeste 350 cc, che tra il 1925 e il 1935 portò Tazio Nuvolari cinque volte alla vittoria, il Pordoi, il Tonale, l’Aquilotto.

 

1889-1967

 

 

 

Blackbume

1920-1926

Boassi

1950

Bolzoni

1926-1927

Bonini

1926-1927

Bonzi & Marchi

1913

Bordone

1935-1957

Borghi

1905-1909

Bottari

1951

Brambilla

1908-1914

Breda

Bicicletta con motore a due tempi da 65 cc.

1946-1951

Bucher, poi Bucher & Zeda

Costruzione di monocilindriche a quattro tempi da 342 a 568 cc. Dopo la prima guerra mondiale tentò di risollevarsi dalla crisi con nuovi capitali producendo, senza fortuna, una monocilindrica da 500 cc.

1905-1918

1919-1920

Calamida

1925

Calcaterra

Costruì una motocicletta a due tempi da 175 cc.

1926-1927

Calvi

Produsse una monocilindrica a quattro tempi da 280 cc.

1923-1925

Cantini

1926-1927

Car.dani

Di Carlo Savarè e Daniele Fontana, produsse una moto da corsa a tre cilindri da 498 cc con doppio albero a camme e quattro valvole per cilindro, mai entrata tuttavia nella produzione in serie.

1967-1969

Casoli

1928-1933

Cassani

anni 50

Cattoni

anni 50

Cavallino

anni 50

Cervinia

1950

Cislaghi

Costruttore di una grande ruota entro la quale trovavano posto il motore e il pilota, e apparentemente capace di raggiungere i 100 chilomentri orari. Non ottenne i favori del pubblico, e rimase una sorta di prodotto sperimentale.

1922-1927

Clipper

1948

Colibrì

1923

Colombo

Produzione di moto leggere.

1923-1926

Comfort

Motociclette equipaggiate con motori Bradshaw, Barr & Stroud e Blackburne.

1923-1926

Confort

1948

Coppa

1904-1907

Cozzo

Produzione di una monocilindrica da 175 cc con cilindro orizzontale, albero a camme in testa, trasmissione ad albero e telaio a trave.

1954-1955

CP

1925

Croce

1925-1930

DC Scoiattolo

1947

De Vecchi e Strada

1903-1919

DEI

Umberto Dei era un fabbricante di biciclette, che tentò ben presto la produzione, non fortunatissima, di motociclette monocilindriche a quattro tempi di tipo convenzionale.

La produzione riprese nel 1934 dedicandosi a bici e a moto leggere con motori Sachs da 74 e 98 cc, seguite da modelli dotati di Villiers e JAP da 250 e 500 cc. Nel 1940 costruì una moto dotata di motore Sachs da 98 cc e una bici motorizzata da 60 cc.

Dopo la seconda guerra mondiale la ditta produsse ciclomotori con il motore Mosquito della Garelli e motociclette con motori Sachs da 150 cc.

1903-1914

1934-1966

Delta

1947

DEMM

I fratelli Demm produssero una serie di moto leggere, da ciclomotori a due tempi da 50 cc a moto da 175 cc con albero a camme in testa e trasmissione ad albero. Fornirono inoltre i propri motori ad altre case.

1953-1982

Dionisi

Alberto Dionisi, fabbricante di motociclette a due tempi da 123 cc.

1924-1927

Doninelli

1939

Doniselli

Fondata dai tre fratelli Doniselli nel 1919 come fabbrica di bici, e poi veicoli commerciali a tre ruote prima della seconda guerra mondiale, Doniselli costruì lo scooter Vedetta con motore Demm da 49 cc e alcuni ciclomotori.

Nel campo agonistico ha ottenuto, negli anni 50-60, notevoli successi sia in campo nazionale che internazionale.

 

1934-1973

Empolini

1930-1982

Eolo

Costruì motori per bici da 46 cc.

1950-1953

Eurocross

Costruì moto da cross con motori a due tempi Aermacchi da 125 cc.

1969-1970

Evans

1924

Excelsiorette

Bici motorizzate

1924-1926

Faggi

Produsse motociclette leggere convenzionali con motori Villiers.

1950-1953

F.B. poi FB Mondial

La ditta F.B. fu fondata a Milano dai fratelli Boselli nel 1933 per la produzione di grossi motocarri. Successivamente si dedicò alle mot vere e proprie.

Dopo la guerra Giuseppe creò la marca Mondial (la sigla FB era un tributo all'esperienza precedente), e nel 1949 vide la luce la sua prima moto, una 125 cc a due cilindri con doppio albero a camme in testa disegnata da Alfonso Drusiani, che vinse il campionato mondiale della sua classe.

Seguirono scooter e motociclette a due e quattro tempi. La marca entrò in crisi negli anni '60 e a metà degli anni '70 produsse solo ciclomotori e moto motorizzate Sachs. Chiuse nel 1979.

 

1936-1946

1947-1978

 

Ferrari

Produsse poche ma ottime motociclette a due tempi da 125 fino a 160 cc; nel 1954 apparve un modello da 175 cc con doppio albero a camme in testa.

1953-1956

Ferraris

Biciclette con motori Peugeot

1903-1904

Fert

Ferruccio Calamida costruì una moto dotata di motore da 175 cc con albero a camme in testa e trasmissione ad albero.

1926-1929

FG

anni 30

FIAM

motociclette leggere

1923-1925

Fieschi

1925

Figini & Lazzati, poi solo Figini

Luigi Figini costruì la sua prima moto applicando un motore monocilindrico sul montante del sellino di un telaio di bicicletta.

1898-1901

1901-1910

Fimer

1952-1957

Finzi

Moto con motore trasversale bicilindrico a V da 650 cc con valvole laterali, frizione a singolo disco e trasmissione a catena. Non raggiunse mai la produzione in serie

1923-1925

FIT Quadrio

Bici motorizzate

1950-1952

FM Molteni

I Fratelli Molteni costruirono motociclette dotate di motori MAG e Bradshaw, telai, forcelle e parafanghi in lega. Sospesa l’attività con la guerra, nel 1950 la produzione riprese con uno scooter con telaio a trave in lega e motore a due tempi da 125 cc. Nel 1952 apparve una moto da 125 cc.

1925-1954

 

Focesi

Alberto Focesi dopo aver iniziato l’attività come fabbricante di biciclette, passò presto alla realizzazioni di motociclette (per le quali usò il marchio Gloria).

Le prime due tempi da 48 cc avevano un motore integrato in un braccio oscillante. Nel 1953 apparve un modello da 100 cc con valvole in testa e telaio in acciaio stampato, seguito da una 160 cc con forcella Earles.

1949-1955

Franchi

Moto e ciclomotori con motori Sachs da 50, 98 e 125 cc.

1950-1958

Freccia Azzurra

Scooter e moto con motori a due tempi a cilindro sdoppiato Puch da 125 cc e Sachs da 147 cc.

1951-1953

Fuchs

Costruì motori per bici e moto complete con motori a due tempi da 124 cc e da 159 cc con valvole in testa.

1955-1960

Fulgor

Motori per bici da 143 cc.

1922-1926

Fusi

Fondata da Achille Fusi, che in precedenza aveva prodotto le moto Ras con motori JAP, nel 1936 rilevò la CF e iniziò con il proprio nome la produzione di 250 cc, che riprese dopo la seconda guerra mondiale, insieme a quella di un ciclomotore con motore Garelli Mosquito.

1936-1955

FVL

Fondata dall’ex pilota Francesco Vincenzo Lanfranchi, costruì le sue prime moto con motori Moser da 124 e 174 cc. Dal 1931 la FVL produsse propri motori da 174 e 248 cc con albero a camme e valvole in testa.

1925-1935

GA

Bicilindrica a V Blackburne da 700 cc su telaio in acciaio stampato.

1925-1927

Galbusera

Produsse dapprima moto dotate di motori Rudge Python da 175 a 500 cc. Presentò alcuni progetti al Salone di Milano del 1938, ma la V4 a due tempi da 250 cc sovralimentata e la V8 a due tempi da 500 cc non entrarono mai in produzione. Dopo la guerra costruì moto convenzionali e veicoli a tre ruote da 175 a 500 cc con motori di propria produzione, Sachs e Villiers.

1932-1951

Galetti

1923-1927

Galimberti

Cesare Galimberti produsse versioni aggiornate delle moto di Maffeis

1930-1935

Garelli (S.S.Giovanni)

Fondata da Adalberto Garelli, che aveva iniziato a progettare motori a due tempi a cilindro sdoppiato nel 1912, costruì moto di successo, tra cui un modello da 350 cc. Alla fine degli anni '20 iniziò a produrre equipaggiamento militare. La produzione di motociclette terminò nel 1935.

Cessata la guerra, per soddisfare le richieste di mezzi di trasporto economici, la ditta produsse il motore Mosquito da 38 cc, che poteva essere fissato al montante inferiore di una qualsiasi bici e trasmetteva il moto alla ruota posteriore tramite un disco a frizione. Ne furono costruiti oltre un milione di esemplari. Nel 1961 si fuse con la Agrati e produsse una vasta gamma di ciclomotori e moto leggere fino a 125 cc. Negli anni '80 ritornò nel mondo delle corse, vincendo vari campionati mondiali 125 tra il 1982 e il 1987. La produzione di ciclomotori continua tuttora.

1919-1936

1945-oggi

Garlaschelli

Moto a due tempi di cilindrata limitata e alcune motociclette da 173 cc con valvole in testa.

1922-1927

Gazzella

Motori applicati a biciclette

1946-1954

Gazzi

Pochi esemplari di moto con motori di propria produzione da 173 cc con valvole in testa.

1929-1932

GG

1940

Ghia CF

1946-1947

Ghilardi e Canziani

anni 20

GIESSE

1947-1948

Gioiello

1950

Gilera

Fondata a Milano da Giuseppe Gilera in corso XII marzo, i suoi primi modelli montavano in posizione verticale un motore da 317 cc con valvole in testa e trasmissione a cinghia su telaio a diamante. Successivamente l’attività venne spostata ad Arcore.

I modelli successivi utilizzarono motori a valvole laterali fino al 1929, quando riapparve la configurazione a valvole in testa. Successivamente acquistò i diritti della Rondine a quattro cilindri, che formò la base dei suoi modelli da corsa fino ai primi anni '60. Dalla metà degli anni '30 fu prodotta una serie di modelli da strada a quattro tempi di cilindrata fino a 500 cc; la famosa Saturno con valvole in testa apparve nel 1939. I modelli del dopoguerra erano basati sulle monocilindriche a quattro tempi e sulle bicilindriche da 100 a 500 cc (modelli Giubileo, Rossa, Turismo e Sport). Nel 1969 fu acquistata dal gruppo Piaggio

1909-oggi

Giordani OME

Motocicletta elettrica costruita da Emest Giordani; il motore da 6/12 V e da 250 watt le consentiva di raggiungere una velocità di 25 km orari.

1920-1922

Giuristi

1926-1927

Gloria, marchio della ditta Focesi,vedi

1948-1955

Gnesa Calcaterra

1921

Gnessutta

1899-1900

Gnocchi

1910-1914

GRIM

Motori applicati a biciclette

1945

GS motori

Motori applicati a biciclette

1950-1954

Guaraldi

(segnaliamo che altre fonti asseriscono essere una ditta di Lodi; potrebbe trattarsi di uno spostamento successivo degli impianti, o la costituzione della società avvenuta a Milano)

 

1905-1913

Guazzoni

Prima della guerra, i fratelli Guazzoni costruivano moto con motori Calthorpe. Nel 1950 furono prodotti modelli a due e quattro tempi da 125 a 250 cc e versioni da corsa e da fuoristrada a due tempi da 50 a 125 cc con valvole rotanti. Negli anni '70 la produzione si concentrò su ciclomotori e moto da 50 cc.

 

1936-1977

Guffanti di Musocco

1925

Guia

Moto leggera a due tempi da 125 cc con motore Sachs e telaio in acciaio stampato prodotta in pochi esemplari.

1950-1954

Guidetti

1926-1927

Harlette

1928

ICEMI

Costruì un numero limitato di moto con motori di propria produzione, Blackburne e JAP da 175 a 500 cc.

1926-1928

Idroflex

Moto con motori due tempi da 105 e 125 cc con cilindro orizzontale. Il motore era solidale con la sospensione posteriore.

1949-1956

Innocenti

1948

Introzzi

1926-1927

Janga

1923-1924

JAP Garanzini

1922

Jolly

1952

L’alba

Produzione limitata di moto leggere costruite da Giorgio Valeri con motori tedeschi Alba da 198 cc con valvole in testa.

 

1924-1926

Lampo

Produzione limitata di moto leggere con motori a due tempi da 125 cc e a quattro tempi da 175 e 250 cc. La produzione si interruppe tra il 1928 e il 1929, quando venne costruito un modello da 175 cc con valvole in testa.

 

1923-1930

Lazzati

Motori DEDION applicati a biciclette

1898-1904

Legnano

Inizialmente fabbrica di biciclette, dopo la guerra costruì ciclomotori con motori Mosquito e Sachs.

 

1953-1979

Leva

1926-1927

Levi Olivari

1939

Livraghi

1904-1905

LMV

1924-1925

Loro Vasco

1963

Losego

1926-1927

MA

1939

Mafalda

Moto leggere a due tempi da 123 e 173 cc.

 

1923-1928

Maffeis

Anche se alcune fonti leggendarie riportano come Bernardo Maffeis avesse costruito la sua prima moto nel 1895, solo nel 1903 apparve un modello con motore Sarolea da 2 cv. In seguito i fratelli Maffeis costruirono bicilindriche a V e, negli anni '20, modelli con motori Blackburne da 250 a 500 cc con valvole laterali e in testa.

1903-1935

Magni

Luigi Magni costruì una moto bicilindrica da 350 cc con cilindri orizzontali e con albero a camme in testa azionato da un secondo albero, che però non raggiunse mai la produzione di serie. Nel 1930 fu prodotta una monocilindrica convenzionale con cilindro verticale da 500 cc.

 

1928-1930

Manara

1931

Mantovani

1902-1910

Marchand e Orio di Musocco

1894-1899

Marchetti

1926-1927

Marchitelli

Ruota motorizzata con motore a due tempi da 38 cc da sostituire alla ruota posteriore di una bicicletta.

 

1947

MAS

Alberico Seiling realizzò piccole motociclette con motori da 123 cc con valvole in testa partendo da telai di bicicletta. In seguito furono prodotte monocilindriche a quattro tempi da 123 a 568 cc con valvole laterali e in testa. Alla fine degli anni '30 le Mas disponevano di sospensione posteriore.

Nel 1937 Seiling lasciò la MAS per fondare la propria marca. Durante la guerra la MAS rifornì di motociclette l'esercito italiano. Dopo la guerra non riuscì più a tornare ai livelli precedenti: né la Stella Alpina da 122 cc con valvole in testa e raffreddamento forzato ad aria né una bicilindrica da 500 cc con albero a camme in testa riscossero il successo sperato. Nel 1953 apparve il prototipo di una 500 Grand Prix con doppio albero a camme in testa. In breve la MAS si ridusse a costruire moto da 125 cc e ciclomotori con motori Sachs.

 

1920-1956

Mattei

1925

MAV Jolly

1951-1979

Mazzilli

Giorgio Mazzilli costruì fuoristrada da corsa con motori a due tempi Sachs da 125 a 250 cc modificati su telai convenzionali.

 

1970-1975

Mazzucchelli

Poche moto leggere equipaggiate con motori tedeschi Alba da 198 cc su telai convenzionali.

 

1925-1934

MDS

I fratelli Scoccimarro (Moto Di Scoccimarro) costruirono una moto leggera da 65 cc con valvole in testa, telaio aperto e ruote da 41 cm, cui fece seguito un modello più convenzionale dotato di motori da 70 fino a 80 cc.

 

1955-anni 60

Meccanica NVB

1956-1957

Mediolanum

1947

Medusa

Moto sportive a due cilindri paralleli da 175 cc con doppio albero a camme in testa su telai convenzionali, progettate da Luciano Pasini e costruite da Vasco Loro, famoso pilota.

 

1957-1958

Meiller

1923

Meteora

Angelo Zanasi costruì la prima Meteora con un motore OMS da 175 cc con albero a camme in testa. Dal 1955 le moto leggere montarono motori FB, NSU e Franco Morini da 50 a 100 cc.

1955-1966

MFG

Francesco Garanzini, fratello di Oreste delle Moto Garanzini, costruì moto leggere con il suo motore a due tempi da 142 cc e montò motori monocilindrici Blackbume con valvole in testa su telai di propria produzione.

 

1920-1926

Miller/Balsamo

I fratelli Balsamo di Milano, concessionari delle Excelsior americane iniziarono la produzione costruendo moto con motori Moser da 175 cc. Nel 1928 fabbricarono il proprio motore da 175 cc con valvole in testa, che si guadagnò un'eccellente reputazione sportiva. Nel corso degli anni '30 Miller costruì moto con motori a quattro valvole Rudge Python da 250 e 500 cc e con motori propri da 98 e 250 cc. Nel 1939 apparve una moto completamente carenata con un motore da 200 cc con valvole in testa, che dopo la guerra fu riproposta con il nome Jupiter. La produzione comprendeva anche moto da 175 cc con albero a camme in testa e da 250 e 500 cc. Nel 1959 terminò, certamente non in gloria, producendo per poco tempo ciclomotori economici.

 

1921-1959

Minimotor

Motori per bici da 49 e 87 cc progettati da Vincenzo Piatti, che in seguito creò l'omonimo scooter, costruito in Inghilterra e in Belgio. La Motorminima era una moto completa caratterizzata da un telaio pieghevole.

 

1945-1956

Miro Maffeis

1933-1935

Moglia

1923

Molteni vedi FM Molteni

 

Monteverdi

1925-1929

Moschita Cassani

anni 50

Moser

1925-1935

Moto Reve

 Costruì mono e bicilindriche a V da 300 a 497 cc su licenza della svizzera Moto-Reve.

 

1908-1925

Motoclipper

moto leggera con motore a quattro tempi Ducati da 60 cc.

 

1948-1949

Motom

Nel primo dopoguerra, l’ing. Falchetto, col supporto degli industriali De Angeli Frua, costruì dapprima motori per bici a quattro tempi e poi ciclomotori completi. La sua prima motocicletta fu l'insolita Delfino da 147 cc con valvole in testa del 1950, dotata di un motore raffreddato a ventola montato sotto il sellino. La 98TS del 1953 disponeva di un motore orizzontale da 98 cc con valvole in testa montato su un telaio in acciaio stampato con sospensioni in gomma. Durante gli anni '50 produsse moto a quattro tempi convenzionali. Negli anni '60 subì un momentaneo declino, nonostante producesse ottime moto a due tempi con motori Peugeot e Zundapp da 49 cc.

 

1948-oggi

 

Musa

Moto a due tempi da 70 cc con sospensione posteriore a cantilever e ciclomotori con il motore Ducati Cucciolo.

 

1947-1949

Nagas & Ray

Alessandro Nagas e Tullio Ray, concessionari per l’Italia di lndian e Zundapp, costruirono monocilindriche da 348 cc con valvole laterali e in testa, cambio a tre marce e volano esterno progettate da Giuseppe Remondini.

1925-1928

Nassetti

Fabbricante di magneti e componenti aeronautici, produsse i Pellegrino, motori per bici a due tempi da 49 cc e, dal 1956, moto complete.

 

1951-1959

Nb

1935-1941

Nec

1925

Necchi

Produzione limitata di moto leggere con motori Ducati Cucciolo, Garelli Mosquito, Villiers e Sachs.

 

1950-1953

Negrini

1904

Negroni

1904

O. Garanzini

1921-1931

OASA

Succeduta alla Aliprandi, la OASA costruì moto con motori Ladetto a quattro tempi da 173 cc e JAP da 246 e 346 cc.

 

1930-1933

Olmi

1930-1935

Olympia

La Borghi, fabbrica di biciclette, produsse ciclomotori a due tempi e moto leggere da 50 e 125 cc.

 

1952

OMEA

Progettata da Carlo Bottari e costruita in numero limitato a Milano, la Omea era una due tempi da 124 cc con cambio a tre marce, telaio in lega e forcellone posteriore. La forcella a bracci oscillanti con perno anteriore e molle centrali era dotata di ammortizzatore idraulico.

 

1950-1953

Ome-Giordani

1920-1921

Opessi

1936

OR

Costruì motori per bici e alcune motociclette con motori da 175 cc con valvole laterali o in testa.

 

1928-1931

Orione

Guido Carpi produsse a Milano due tempi da 87 e 125 cc e un modello da 124 cc con valvole in testa. I motori erano venduti anche da soli. Le officine erano a Porta Venezia.
Con una Orion 125 Nello Pagani inizia la sua carriera di campione.

 

1923-1928

1928-1933

Osculati

1930

Oswego

1924-1927

Pappagallo

1926-1927

Parilla

Giovanni Parrilla, giunto a Milano nel 1927, iniziò come licenziatario Bosch e costruì le sue prime moto da corsa nell’immediato dopoguerra utilizzando come marchio il proprio cognome al quale tolse tuttavia la seconda “r”.

Nel 1950 la gamma comprendeva monocilindriche a due tempi da 98, 123 e 249 cc. E successivamente entrò in produzione una monocilindrica da 174 cc e una bicilindrica da 348 cc con albero a camme in testa. Furono prodotti anche scooter e ciclomotori, tra i quali nel 1956 la Slughi da 98 e 123 cc, dotata di carenatura semi-integrale e di un motore a singolo cilindro orizzontale a due e quattro tempi, una sorta di ibrido tra moto leggera e scooter. Furono esportati modelli da strada, da corsa e scrambler da 175 e 250 cc.

1946-1965

 

Parvus

Costruì motori per bici a due tempi da 104 cc e una moto da 123 cc.

1920-1926

Passarin

1935

Paton

Giuseppe Pattoni, ex Mondial, costruì moto da corsa competitive, a dispetto del budget ridotto e Lino Tonti lo aiutò a modificare le sue prime 125 e 175 (il marchio nasce dalla crasi delle prime lettere dei loro cognomi: Pa-Ton).

Nel 1964 la Paton creò una bicilindrica da 250 cc con doppio albero a camme in testa, poi una 350 e una 500 a quattro tempi. Nel 1976 fu prodotta una 500 cc a due tempi. Lo sviluppo delle due tempi continuò fino a metà degli anni '80, ma la carenza di fondi segnò la fine dell'impresa.

 

1958-anni 80

Pegaso

Ex impiegati della Motom produssero ciclomotori a quattro tempi e un numero limitato di moto da 60 cc, montando su telai in acciaio stampato motori con valvole in testa pivotanti insieme alla sospensione posteriore.

 

1956-1961

Piva

1922-1925

Pirotta

Piccola ditta che costruì motori appesi da 40 cc, ciclomotori e moto leggere da 75, 125 e 160 cc.

 

1949-1958

PM

1941-1942

Polet

Achille Polet costruì alcune moto con motore da 481 cc con valvole di aspirazione sopra quelle di scarico.

1923-1927

Poletti

1923-1927

Ponzio & Marchi

anni 10

Porpora

1926-1935

Prinetti & Stucchi

Fabbrica di biciclette fondata nel 1875 dall’ing. Giulio Prinetti e dall’ing. Stucchi, nel 1898 costruì un triciclo tipo DeDion e nel 1901 un motore a quattro tempi da 2 cv applicato ad una motocicletta. Dal 1902 divenne Stucchi & co., e nel 1905 Carlo Liedi progettò alcuni modelli da 3 e 4 cv con valvole laterali e trasmissione a cinghia. Durante la guerra fu diretta da Adalberto Garelli (che nel 1919 fonderà la propria Casa) e subito dopo il conflitto vennero costruite bicilindriche a V da 500, 750 e 1000 cc. Nel 1924 la produzione rallentò e, fino al 1926, si limitò a monocilindriche da 350 e 500 cc.

1898-1926

PS

1925

RAM

1910

Ranzani

Moto leggere con motori Heros da 175 cc e Norman da 170 cc con valvole in testa.

 

1918-1938

Rapid

Motori per bici da 48 cc.

1953-1955

RAS

Moto costruite da Achille Fusi con motori JAP da 175 a 490 cc.

 

1932-1936

Rebus

1908-1910

Restelli

1905-1907

Ricordi

1898-1902

Rossi

Produzione limitata di motociclette leggere dotate di motore Sachs da 123 cc.

 

1951-1955

Rosso

1925-1927

Royal

I fratelli Santagostino costruirono una due tempi da 123 cc e alcune quattro tempi con motori JAP.

 

1923-1928

Royal Prince

1933-1934

Royal Super

1923-1928

SACMERA

1939

Salve

Produsse una monocilindrica da 496 cc a valvole laterali con telaio tubolare.

 

1925-1926

San Cristoforo

Produsse due richiesti scooter: prima il nibbio, poi la sua evoluzione, il somonetta

1951-1954

SEI , poi Seiling

Lasciata la MAS, Alberico Seiling fondò l'omonima marca e creò una monocilindrica da 350 cc a valvole laterali con cambio integrato a tre marce, volano esterno e sospensione posteriore. Nel 1939 il nome cambiò in Altea.

 

 

1937-1938

1939-1939

Senior

Motociclette costruite da Bonzi & Marchi utilizzando motori Moser mono e bicilindrici a V con trasmissione a cinghia o a catena.

 

1912-1914

Serri

1958

Sertum

Le Officine Meccaniche Fausto Alberti S.p.A. aprirono a Milano nel 1922 per la produzione di utensili, macchine utensili e in generale macchinari per lavorazioni meccaniche di precisione. Fu nel 1931 che nacque un reparto motociclette, contraddistinto dal marchio Sertum (in latino Corona d’alloro), che subito realizzò, su disegni originali, una 175 cc 4 tempi a valvole laterali con telaio tubolare. In seguito sviluppò modelli simili da 200, 250 e 500 cc, nonché una bicilindrica da 500 cc a valvole laterali, una due tempi da 120 cc con telaio in acciaio stampato e una 250 cc con valvole in testa. Il successo di pubblico permise alla società di aprire un grande impianto produttivo in viale Certosa, da dove uscirono monocilindriche a quattro tempi da 250 e 500 cc e bicilindriche da 500 cc con valvole laterali o in testa, con telai in acciaio stampato, sospensioni posteriori e forcelle a parallelogramma (nonché i sempre richiesti motocarri e motocarrozzette a tre ruote). Durante la guerra produsse per l’Esercito, e dopo il conflitto si distinse in campo agonistico, fino a quando, nel 1952 dovette chiudere i battenti per mancanza di fondi.

1931-1952

Sidus

1935

Silens

1939

SIM

La Società Italiana Motoscooter, realizzò il famoso scooter Ariete dotato di un motore a due tempi da 150 cc e di trasmissione ad albero. Il modello successivo, il Moretti, era equipaggiato con un motore a cilindro sdoppiato Puch da 125 cc.

1955-1958

Sirtori

1900-1914

SNAIP

1924

Sorati

1926-1927

Soriani

1922-1927

Spengler

1923

Stucchi

1953

Superba

Costruì un numero molto limitato di moto leggere con motori Piazza e JAP da 175 cc.

 

1933-1935

Supermoto

Di Luigi Angelino, era una motocicletta dotata di telaio aperto e di un motore a cilindro orizzontale da 350 cc con valvole laterali e raffreddamento forzato.

 

1925

Tappella Fuchs vedi fuchs

 

Taurus

Fabbrica di biciclette nata nel 1909, nel 1932 acquistò la MG, fabbrica di moto modenese. In seguito apparvero sul mercato moto con il marchio Taurus quasi identiche alle MG, tra cui modelli dotati di motori monocilindrici da 175 a 500 cc con valvole o albero a camme in testa, alcuni dei quali con sospensione posteriore a barra di torsione. Nel 1938 fu costruita una moto da corsa con doppio albero a camme in testa, che non fu però mai prodotta in serie. Dopo la guerra, la Taurus costruì ciclomotori e moto, tra cui una 175 cc con albero a camme in testa, una due tempi da 160 cc e una 250 cc con valvole in testa.

1933-1940

1955-1966

 

Taveggia

1924

Tosi

1926-1927

Turinga

1942

Turkheimer

Prima di produrre le proprie moto, utilizzando motori monocilindrici orizzontali e verticali, Max Turkheimer, pioniere del motociclismo, aveva importato fin dal 1894 Hildebrand & Wolfmiller.

 

1902-1905

Vaga

Mario Vaga costruì moto leggere caratterizzate da abbondanti cromature usando motori JAP, Sturmey Archer, Blackburne e CF da 175 cc.

1924-1936

Vaghi

1925

Vard micro

1942-1943

Verga

Produsse ciclomotori e moto leggere con motore da 75 cc su un telaio in acciaio stampato.

 

1951-1954

Veros

Oreste Garanzini costruì una versione modificata della moto inglese Verus

1921-1924

VG

Vittorio Grilli costruì un numero limitato di moto dotate di motori JAP.

1931-1935

Vis

1925

VUN

2006

VVV

1923-1926

VVV Garlaschelli

Angelo Garlaschelli produsse un numero limitato di due tempi da 125 cc.

1926-1928

Wilson

1915

Wolsit

La fabbrica di bici Legnano usò il marchio Wolsit per le sue prime moto da 3,5 cv con cambio a tre marce. Nel 1932 il nome Wolsit riapparve per l’ultima volta su una bicicletta dotata di motore Motosulm NSU montato sopra la ruota anteriore (in seguito la Legnano costruì ciclomotori con il proprio nome).

1910-1932

Zanoni

1952

 

Ultima modifica: lunedì 21 aprile 2008

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